1. GIOVANNA DAL PENTACOLO 1


    Data: 11/01/2021, Categorie: Dominazione / BDSM Incesti Lesbo Autore: Giovanna, Fonte: RaccontiMilu

    GIOVANNA DAL PENTACOLO
    
    Prologo
    
    Vi siete mai chiesti perché certe persone, al di là della cultura, degli studi e dell’ intelligenza apparente, riescano ad ottenere grande successo materiale?
    
    Vi siete mai lambiccati il cervello ad analizzare come sia possibile che ad alcune persone la fortuna e il danaro cadano letteralmente addosso, nonostante, a volte, queste persone non abbiano alcuna qualità nell’ amministrare e nel guadagnare, anzi, spesso, sperperino le loro fortune, mentre intanto altri beni e ricchezze li investono come se comparissero dal nulla?
    
    Non vi parlo delle persone di talento, chessò io: una cantante, uno scrittore, un grande dottore; ma vi parlo di persone comuni, gente normale, gente della strada, come voi ‘ e me?
    
    No?
    
    Strano ‘
    
    io non ci credo ed è per questo che ve lo dico lo stesso: perché il mondo è del Diavolo, e il Diavolo, si sa, fa le pentole ma non i coperchi.
    
    Il Diavolo semina l’ ingiustizia ed è vanitoso.
    
    Per questo a volte aiuta i suoi servi più scialbi e forse è per questo motivo che, tanti tanti anni fa, quando nemmeno sapevo cosa stessi facendo, sono diventata … una Strega.
    
    Capitolo Primo: Cronaca da un paese perduto.
    
    Il 19 di Agosto 1962 fu una domenica calda e afosa.
    
    Eravamo tutti nella piazza all’ ingresso di Apice piccolo paese del Beneventano, l’ unica piazza spaziosa; poi il resto del paese era arroccato, seguendo i dettami dell’ antichissima architettura montanara e feudale e si evolveva in viuzze e dedali: stretti, angusti, bui.
    
    Dalla chiesa, dopo la cerimonia, uscirono lentamente tutti i cittadini, mentre le campane suonavano ‘a morto’, tristemente.
    
    Alcuni parenti e compagni sostenevano a spalla la misera bara di mio padre, morto giovanissimo per una grave ed improvvisa malattia di cuore.
    
    Non avevo che sette anni, eppure quelle scene mi sono rimaste impresse nella memoria, come fotografie sbiadite, ma sempre pregne di emozioni.
    
    Il sole cocente di mezzogiorno stampava con violenza le ombre sul selciato polveroso della piazza.
    
    Ero accanto a mia nonna paterna, una donna magrissima e austera con gli occhi consumati dal dolore.
    
    Mia mamma era venuta, ma era rimasta in una grande macchina nera, senza forze ‘ stremata dal dolore.
    
    C’ era tanta gente intorno, brusio di voci e strascinare di piedi, poi, all’ improvviso, per un attimo tutta la gente nella piazza trattenne il fiato.
    
    Dal viottolo secondario che risaliva il pendio a sud, una figura scarna avanzava spedita, appoggiandosi ad un nodoso bastone di noce scuro lucido per l’ uso e tanto consunto da luccicare al sole, come contenesse degli specchietti.
    
    Era una vecchia nera, dal volto rugoso, sdentata e lievemente curva.
    
    Nonostante il caldo, indossava abiti invernali di lana antracite e uno scialle nero.
    
    I capelli erano bianchi e ispidi raccolti in una crocchia e bloccati da una forcina bianca d’avorio.
    
    Mentre tutti trattenevano il fiato per lo sbigottimento e la sorpresa, la vecchia, ...
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