1. La mia esperienza con una coppia cuckold – Capitolo 45


    Data: 10/01/2021, Categorie: Cuckold Dominazione / BDSM Sensazioni Autore: jojojos, Fonte: RaccontiMilu

    Capitolo 45
    
    La mattina successiva ci svegliammo tardi, erano le undici passate quando le labbra di Simona mi fecero aprire gli occhi.
    
    – “Sveglia dormiglione, a che ora devi essere al campo?”;
    
    – “Buongiorno, alle 14,00, giochiamo alle 15, sono a pezzi stamattina, il tempo fuori com’è?”;
    
    – “Piove a dirotto tesoro, ti bagnerai come un pulcino oggi pomeriggio.”;
    
    – “La cosa non mi preoccupa, mi piace giocare sotto l’acqua.”.
    
    Andammo in cucina, vista l’ora presi solo un caffè, Paolo non era in casa, era andato a prendersi un aperitivo con il direttore dell’assicurazione dove lavoravo, guardammo un po’ la TV e dopo aver pranzato andammo al campo per la partita. La strana coppia composta da Simona e Roberta quel giorno era completata da Paolo e Mario, il direttore dell’assicurazione dove lavoravo, pioveva tantissimo e giocammo una partita molto dura, scontri fallacci dovuti anche al campo che era davvero in pessime condizioni. Vincemmo la partita 3 a 1, segnai una doppietta, verso la metà del secondo tempo mi rifilarono un calcione da dietro sulla caviglia che mi piegò letteralmente le gambe, non ebbi nemmeno la forza di reagire, la botta era stata davvero forte, mi fecero uscire e mi portarono nell’infermeria per un controllo, poi al pronto soccorso dove diagnosticarono una forte distorsione alla caviglia destra, sarei dovuto restare a riposo per almeno 15 giorni.
    
    Tornammo a casa verso le 18, 00, la caviglia era gonfia e mi faceva male, me l’avevano fasciata stretta, Simona si calò nei panni dell’infermiera, la cosa la riempiva di soddisfazione. Mi fece accomodare sul divano con la gamba sulla poltrona, si sarebbe occupata di ogni cosa, mi portò un aperitivo con delle tartine e si sedette accanto a me, mentre Paolo aveva iniziato a preparare la cena.
    
    – “Sei molto gentile Simona, ma non sono un invalido…”;
    
    – “Hai sentito cosa hanno detto in ospedale? Devi tenere la caviglia a riposo e non fare sforzi, poi lo sai che mi piace viziarti…”.
    
    Prese una tartina e mi imboccò, subito dopo un bacio, intanto la sua mano scivolava nei pantaloni, lo tirò fuori cominciando a segarlo, poi si abbassò e prese in bocca la cappella.
    
    – “La cosa mi piace, forse è proprio quello di cui ho bisogno in questo momento…”;
    
    – “Di cosa avresti bisogno in particolare?”;
    
    – “Di un tuo pompino, di quelli sconvolgenti che sai fare solo tu…”;
    
    – “E’ proprio quello che avevo intenzione di fare…rilassati tesoro, lascia fare a me…”.
    
    Delicatamente mi sfilò i pantaloni e gli slip, cominciò a leccarmi il piede che non era fasciato, era da un po’ che non si dedicava alle mie estremità, intanto si masturbava, baciò a lungo anche quello fasciato, i suoi occhi erano fissi su di me, salì lungo le gambe baciandole e leccandole, arrivò alle palle e si soffermò a lungo mentre mi segava con la mano, ansimava eccitata mentre mi sussurrava parole dolci, in quel momento entrò Paolo.
    
    – “Ragazzi la cena era quasi pronta…”.
    
    Simona lo guardò mentre era intenta a ...
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