1. Lavoro stagionale


    Data: 12/01/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    (Racconto n. 85)
    
    L’economia della sua famiglia non era tra le migliori. Oltre ai genitori, erano quattro figli, tra maschi e femmine e la zia materna piena di acciacchi e che non ci stava più tanto con la testa. L’unico a lavorare era il padre ma era un semplice manovale e guadagnava appena quanto bastava per sfamarli tutti. Così Giacomo, che quando capitava racimolava qualche soldo dando un aiutino come garzone dei negozianti del paese, appena finita la scuola superiore, colse l’occasione per uscire un po’ da quell’ambiente che sentiva sempre più opprimente. Avrebbe voluto vedere il mondo ma non se la sentiva ancora di abbandonare la famiglia per cercare fortuna chissà dove.
    
    L’occasione fu l’estate. Sapeva che sulla costa, con l’aumento dei turisti, serviva personale stagionale nei numerosi alberghi e ristoranti, quindi andò un po’ alla ricerca ma la sua giovane età e la sua costituzione fisica (era piuttosto piccolo e magrolino) non lo favorivano. Finalmente fu assunto per tre mesi in un albergo come assistente. Anche la sua famiglia ne fu felice (almeno entrava qualche soldo in più) ma lui ne era addirittura entusiasta. Si sarebbe sentito più libero ed avrebbe anche potuto aprire con più facilità i suoi orizzonti sessuali. Era stanco ormai dello zio (che lo aveva iniziato a certi giochi), del fornaio e del farmacista del paese!
    
    Aveva iniziato da pochi giorni, si era adattato subito e tutto filava liscio.
    
    Gli avevano assegnato una camera in un’ala riservata al personale. I proprietari dell’albergo erano contenti di lui perché mostrava di avere sempre voglia di fare e farlo meglio che poteva. In alcune ore il lavoro stagnava ma in altre era frenetico e lui era sempre pronto ad obbedire agli ordini che gli venivano impartiti, raccogliendo contemporaneamente dall’uno e dall’altro dei vari dipendenti tutti i consigli possibili per migliorare. Tra loro c’era un cameriere di sala che non gli dispiaceva affatto. Sui trent’anni, alto, con dei grandi baffi neri come gli occhi e con la testa completamente rasata. Però era fidanzato e non gli dava alcun appiglio per credere che ci sarebbe stato. Un etero convinto, insomma.
    
    Tanti turisti venivano e ripartivano dopo il soggiorno ed alcuni di loro non erano niente male ma erano sempre accompagnati dalla moglie (e spesso figli) o dall’amante (donna o uomo che fosse). Un giorno però arrivò un maschio da farlo sbavare. Era sudafricano, nero, cinquantenne, alto e dal fisico veramente super: un vero mandingo. Gli sembrava di aver capito che era un rappresentante di diamanti. Parlava correttamente la nostra lingua perché aveva la madre italiana. Mentre stava registrandosi alla consiergerie, lui rimase per un po’ imbambolato a rimirarlo ma si riprese presto e si prodigò immediatamente a portargli il bagaglio ed accompagnarlo nella suite eccedendo (forse troppo) in sorrisi e (forse ancor di più) in casuali strusciamenti nell’ascensore e fin dentro la camera. Fu così tanto gentile che il cliente gli ...
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