1. Il prete e Francesca


    Data: 28/12/2020, Categorie: Erotici Racconti Etero Autore: Pensieri_Osceni, Fonte: RaccontiMilu

    Salve, chi vi scrive &egrave don Mauro.
    
    Sono un sacerdote vicino alla cinquantina, con alle spalle oltre vent’anni di onorato e zelante servizio a santa madre chiesa. Non sono bello come il padre Ralph di Uccelli di rovo, né come tutti i vari affascinanti attori che hanno interpretato il ruolo di prete. Sono stempiato e brizzolato, ho una discreta pancetta, le rughe sulla faccia e mani ruvide e consumate, da prete di campagna. Da sempre il mio essere &egrave stato combattuto fra le pulsioni della carne e gli slanci dello spirito; fra l’anelito alla castità e le tentazioni impure. E da sempre ho ingaggiato strenuanti lotte per tenere a freno una natura lussuriosa e tenere imbrigliata un’indole libertina.
    
    Nonostante i continui assalti del maligno ho però sempre opposto una fiera resistenza e fatto prevalere la forza dello spirito all’impeto dei sensi. Questo almeno fino a quando la “provvidenza” non mi ha mandato a fare il parroco in un noto e popoloso quartiere dove ho conosciuto Francesca, una cara ragazza molto attiva nella parrocchia, sempre cordiale e pronta a dare una mano con entusiasmo in ogni iniziativa. Francesca insegna il catechismo ai ragazzi del biennio quarta e quinta elementare, &egrave sposata ed i suoi figli sono nel biennio seconda-terza.
    
    &egrave stato dunque qui, in questa parrocchia, dopo decenni in cui le mie battaglie sono state solo spirituali e cerebrali, che ho davvero conosciuto la furia dilaniante della lotta contro il demonio, quando questi si presenta sottoforma umana e carnale. E, nel mio caso, la peccaminosa tentazione si &egrave presentata nelle forme sensuali e nelle carni lussuriose della bella Francesca. Carni che, impietose, hanno segnato la mia perdizione.
    
    Ho percepito l’inizio del mio decadimento morale già la prima volta che l’ho vista, quando, dopo aver detto messa, ho fatto conoscenza con i vari aiutanti nella sala parrocchiale. Lei era lì, in disparte, a sistemare i foglietti delle funzioni raccolti dai banchi. Aspettava che tutti gli altri si presentassero e mi snocciolassero tutte le attività che svolgevano da anni in parrocchia, sembravano vecchi generali che tronfi gonfiano il petto nel raccontare le loro imprese. La cosa mi infastidì un poco, perché venendo dalla campagna avevo imparato che la fede e soprattutto le opere vanno vissute in maniera umile, non con autoesaltazione e boria. Finite quelle presentazioni, lei si avvicinò con una semplicità che percepii dal sorriso, luminoso e intrigante, sbarazzino ma rispettoso allo stesso tempo. Mi porse la mano e invece di elencare le sue attività si limitò a farmi sapere che potevo contare sulla sua disponibilità per qualunque aiuto servisse a me e alla parrocchia. Ecco, potrei dire che quel suo presentarsi così, e quel suo sorriso, non solo mi conquistarono (nell’accezione più innocente del termine, senza che ci fosse nulla di male) ma mi trasmisero anche un sentore inquieto. Un turbamento che inesorabile prese a scavare per fare strada al ...
«1234...»