1. 112 – Alessia e il fratello trans


    Data: 01/08/2020, Categorie: Etero Incesti Sesso di Gruppo Autore: ombrachecammina, Fonte: RaccontiMilu

    Sono Alessia e ho un fratello che si chiama Mattia, siamo gemelli e abbiamo compiuto da poco vent’anni. Io sono una ragazza carina, bionda con gli occhi scuri, sono alta 1,68, e sono in possesso di un bel corpicino con delle belle tettine sode e un culetto tondo e sporgente. Ecco, questa è, fisicamente parlando, la mia descrizione sommaria. Mio fratello, ecco, lui, da un paio d’anni con alcuni interventi chirurgici è diventato un trans. Ha le tette più grosse delle mie e si è fatto fare un culo alla brasiliana.
    
    In casa, i miei genitori, si sono accorti delle tendenze di Mattia quando lui aveva all’incirca dodici, tredici anni. Lui giocava assieme a me e gli piacevano le mie bambole, i trucchi, il rossetto, la mia biancheria intima e in genere tutto l’abbigliamento femminile. La nostra famiglia, dopo aver frequentato una marea di studi medici, di psicologi, di assistenti, persino di comunità gay, si rassegnò ad avere un ragazzo omosessuale in casa. Difatti lui crebbe e quando fu divenuto maggiorenne, si recò da un chirurgo, famoso per queste operazioni estetiche e nel giro di circa un anno e mezzo, poco alla volta si trasformò in un bellissimo trans. Certamente non si può parlare di normalità, ma anche a queste cose ci si abitua e così i miei e anche io, riuscimmo a farcene una ragione. Lo scorso anno è successa una cosa che però mi ha sconvolta in modo irreversibile. Katia, così si fa chiamare Mattia, il dieci di agosto se ne andò con il suo ragazzo al mare, nella casa che appartiene ai nostri genitori.
    
    Io dovevo invece partire con Luca, il mio di ragazzo, per un viaggio che ci avrebbe portati in giro per l’intera Europa. All’ultimo momento però questa vacanza andò in fumo. La sua macchina mentre viaggiava in autostrada, un paio di giorni prima della partenza prevista, si mise a fumare e la trainarono presso l’officina meccanica più vicina. Motore fuso, gliela potevano consegnare riparata solo a settembre. Sconsolati e incavolati, decidemmo di raggiungere Katia e il suo ragazzo al mare.
    
    Pigliammo il treno delle venti e arrivammo a destinazione alle ventitre e trenta. Trascinandoci i bagagli arrivammo finalmente davanti alla porta della casa dei miei. Aprii il cancelletto con la chiave e salimmo poi alcuni scalini che ci portarono a superare la porta d’ingresso. Dentro era tutto buio e noi dopo aver acceso la luce del corridoio, ci infilammo stanchi dentro una delle tre camere da letto. Feci il giro della casa e non vi trovai nessuno. Sicuramente mio fratello era uscito con il suo ragazzo. Dico sempre fratello ma non so, forse sarebbe meglio chiamarla sorella. Se considero il suo corpo dalla vita in su devo considerarla una femmina, ma se lo valuto dalla vita in giù devo pensare a lui come se fosse un maschio. Almeno credo, per dire la verità io dalla cintola in giù nudo non l’ho mai visto se non quando eravamo bambini.
    
    Luca ed io ci spogliammo e ci infilammo sotto la doccia. Si sa che la paglia vicino al fuoco prima o poi brucia e ...
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