1. Il camionista rumeno


    Data: 21/11/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: HoBoccaVelluto, Fonte: Annunci69

    Prima di iniziare il racconto, una precisazione, i miei sono racconti di fatti realmente accaduti, dove sono stati cambiati solo i nomi, e anche se non scritto si parla sempre di rapporti protetti.
    
    Siamo nell’anno 1987, erano i primi giorni di settembre e le temperatura ancora alta, mi invogliarono a inforcare la mia bicicletta, (la bicicletta compagna dei miei pomeriggi, delle mie avventure).
    
    Volevo sfruttare gli ultimi minuti di luce, erano appena passate le 20 e il tramonto sarebbe arrivato in meno di 30 minuti.
    
    Abito vicino all’autostrada e pedalare per le stradine che i contadini usavano con i loro trattori mi piaceva assai, il granturco era quasi pronto e alto, in pochi minuti arrivai vicino all’autogrill, la stradina fiancheggiava il parcheggio e poi si andava verso il paesello.
    
    La mia passione per i mezzi pesanti, ( e non solo), mi portava spesso verso il parcheggio, e li sostavo qualche minuto.
    
    Vicino alla rete c’era un camion rumeno, allora i camion dei paesi dell’est erano tutti uguali, di proprietà dello stato e quelli rumeni avevano la scritta RO-TIR e il modello del camion era un RO MAN.
    
    Tendine chiuse ma la porta lato passeggero aperta, all’interno seduto dal lato passeggero, un uomo non avrà avuto più di 40 anni, per il caldo stava in cabina senza maglietta, aveva un bel fisico e un bel pelo non eccessivo, la vista del pelo mi ha sempre eccitato.
    
    Lui mi guarda, io faccio l’indifferente, so che di solito, i camionisti dell’est viaggiano in coppia, vado avanti un po’ per la stradina e poi decido di ritornare indietro.
    
    Lui mi guarda ancora, mi fermo in un punto dove c’è un po’ di vegetazione e riesco a vedere la cabina, lui si gira indietro e mi guarda, si alza dal sedile, non scende, e si sfila la cintura.
    
    Tra me e me dico: me ne sto tranquillo qua e in caso il camionista si arrabbiasse (cosa che mi è successa alcune volte), con uno scatto sarei fuggito.
    
    Invece tolta la cintura inizia a toccarsi il pacco, io me ne sto fermo, lui da un’occhiata in giro e poi si sbottona la patta e mi mostra il suo membro, con la mano lo scappella.
    
    Decido di avvicinarmi, lui si risiede, mi avvicino ancora di più , e lo vedo che si masturba e il suo membro si sta ingrossando sempre di più, mi guarda e sorride, e continua a masturbarsi, capisco che sta viaggiando da solo, l’oscurità inizia a scendere, con una mano si masturba con l’altra si massaggia il capezzolo.
    
    Io fermo impietrito lo osservo, lui mi guarda e in inglese mi dice “come on”, saranno le uniche parole in inglese che mi dice in tutta la serata.
    
    Metto la bici nel campo di granturco, e mi dirigo verso il cancello pedonale usato dai dipendenti dell’autogrill, entro e passando dietro ad alcuni camion arrivo alla cabina, il buio è sceso e il camionista ha acceso la luce della cabina e continua a masturbarsi.
    
    Non conosco nessuna parola di rumeno e i cellulari con il traduttore non c’erano, ma gli occhi miei e suoi parlavano, lui si sposta dal sedile verso ...
«12»