1. Non ho finito con te


    Data: 17/11/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Evoman, Fonte: Annunci69

    Lui sa come ottenere l'elenco delle situazioni più torbide e perverse che agitano i miei desideri. E ogni volta non so resistergli.
    
    Mi lega le caviglie, stringe i nodi, con movimenti veloci e precisi torna alla testiera del letto; mi afferra il polso destro e lo lega con precisione al pomello dorato, poi si sposta sul lato opposto o fa lo stesso con il sinistro.
    
    Mi passa una corda attorno al torace, come decorazione.
    
    “Cosa ti piace di più?” La sua voce è da qualche parte dietro di me, un punto indefinito sulla mia schiena, il respiro regolare – il mio non lo è ormai da un pezzo.
    
    La sua mano da un altro strattone ai miei capelli, tirandomi la testa indietro.
    
    Il respiro caldo si infila nel mio orecchio con la stessa domanda, poco prima che lo faccia la sua lingua.
    
    Socchiudo gli occhi, boccheggio, cerco una risposta nella mia mente offuscata da un solo pensiero – scopami, scopami, scopami.
    
    “Allora? Non ti ho sentito”.
    
    Mi morde il lobo e poi lo succhia, tirando verso il basso. Chiudo gli occhi e cerco di riprendere il controllo, deglutisco. Sento le corde stringermi i polsi e le caviglie, apro le labbra e ne esce un verso indistinto, a metà fra il gemito e un respiro strozzato.
    
    La sua mano lascia la presa sui miei capelli, mi scorre velocemente sulla schiena con le unghie e si pianta a due millimetri dal mio clitoride, sotto gli slip che ormai sono tessuto bagnato ed inutile.
    
    Un forte gemito mi sfugge, abbasso la testa e cerco di allontanarmi dalla sua voce divertita e incalzante. Le sue dita mi sfiorano, mi accarezza le labbra, mi trattiene il clitoride fra due dita, lo sfrega fino a che la frustrazione diventa insostenibile.
    
    Mi ritrovo a sibilare qualcosa a labbra serrate, inizia come un verso e diventa un “Smettila di divertirti e scopami”.
    
    Sorride appena, mi ignora e i suoi denti mi mordono il collo, inarco la schiena, pregando che la smetta o che continui e mi faccia venire, e in fretta, ma non è mai così semplice.
    
    “Non ho capito, cosa hai detto? Non voglio aspettare tutto il giorno.”
    
    Le sue dita mi penetrano, dandomi il tempo di rabbrividire e rilassarmi, per poi ritrarsi di scatto.
    
    “Dio, ti prego!” la voce non sembra neanche la mia.
    
    Con le stesse due dita mi solleva il mento e mi fissa, passandosi la lingua sulle labbra.
    
    “Preghi me o Dio?” il tono è canzonatorio e per la prima volta da mesi vorrei non essere legata.
    
    Vorrei poterlo mordere ed aggredire, disporre liberamente del suo corpo, per poi farmi sbattere addosso al muro, in piedi, o sul tavolo del salone, o su in terrazza, in pieno giorno, con il rischio che ci veda qualcuno.
    
    “Nessuno dei due.” Mormoro, stizzita, come se in queste condizioni potessi permettermelo.
    
    Me lo legge in faccia, che sono al limite e sorride. Mi bacia in modo languido, forzando la propria lingua contro la mia. La succhia, la morde a lungo, si ritrae e mi offre l’indice e il medio. Li prendo in bocca e lecco via il sapore dolciastro del mio piacere ...
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