1. Papà, il mio amante 3


    Data: 13/04/2021, Categorie: Incesti Tue Racconti Autore: Sole, Fonte: RaccontiErotici.xyz

    Trascorsero tre o quattro giorni. Ero preoccupata per gli esami, ma non smisi di pensare a mia madre e a Domenico. Provavo molta simpatia per lui, poi, anche se aveva passato i cinquanta, era ancora un bell'uomo, abbastanza alto, robusto, muscolo, con un viso un po' duro, ma lo sguardo penetrante. Era autista di autobus, le avventure non dovevano essergli mancate. Una mattina che ero ancora a letto avevo quasi preso la decisione di andare a trovarlo per parlare ancora, per chiedergli se la sua offerta di giocare fosse tutt'ora valida. Non volevo però passare da puttanella e mi trattenni. Ad un tratto sentii il rumore di una macchina che si fermava e, un attimo dopo sentii bussare alla porta. Andò mia madre ad aprire. Era Simona che veniva a salutarci.
    << Ciao, Simo, cara! >> le gridai. Dopo che ebbe salutato anche mia madre, Simona mi invitò a trascorrere la giornata con lei.
    << Ti porto a fare un giro in macchina, così non pensi agli esami e ti racconto del mio viaggio >> mi disse.
    Fui felicissima. Saltai sulla 127 rossa di Simona. Lei mise in moto e si diresse verso il lago. Faceva molto caldo e ci stendemmo al sole su una spiaggetta isolata. Quando fummo certe che non ci fosse nessuno, Simona mi invitò a spogliarmi, mentre si toglieva reggiseno e mutandine. Era davvero una bella donna, io mi vergognavo un po' di fronte a lei. Parlammo di tutto. A un certo punto mi chiese se andassi d'accordo con mia madre. La pregai di spiegarmi il perché di quella domanda, mi fece ...
    ... capire chiaramente che Domenico le aveva detto tutto. Rimasi molto sorpresa. 
    Intanto Simo mi si era avvicinata molto e mi stava accarezzando dolcemente i piedi. La guardai e mi parve un angelo. Allungai le mie mani sui suoi polpacci, poi più su fino al ginocchio, non avendo il coraggio di proseguire oltre l'inizio della coscia. Simo si girò e mi baciò prima sulla guancia poi sulla bocca. La sua lingua oltrepassò le mie labbra e si incrociò con la mia. Furono attimi di grande passione.
    << Ti amo, Marta -  sussurrò - fammi toccare la tua sorca che ti faccio toccare la mia. Fammi leccare le tue tette che ti offro le mie. >>
    << Non capisco più niente, Simona cara. >>
    Mi gettai sulle tettone e, pur senza alcun esperienza, presi a leccarle i capezzoli. Simo si alzò un momento per guardare se vi fosse nessuno all'orizzonte. Mi parve un secolo, tanto bramavo di tornare ad assaporare la sua carne. Continuavamo a baciarci. La sua bocca aderì ai miei seni ancora acerbi. Godevo, come pensavo che mai sarebbe stato possibile. Presi coraggio e accarezzai con la mano piena le cosce di Simo, erano di velluto. Poi le mie dita salirono fino all'inguine, sfiorarono la riccia peluria biondastra e si insinuarono timidamente nella fessura. La trovarono accogliente, tanto che tre delle mie dita vi si immersero senza troppa difficoltà. Simona gemette e con la mano accarezzò la mia vulva, dischiudendone appena le tenere labbra serrate.
    << Tu sei molto più ampia di me, amore >> le sussurrai ...
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