1. Esperienza in un privé.


    Data: 23/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Sottile_Piacere, Fonte: Annunci69

    Sono sposato da un po’ di anni, e ed il rapporto con mia moglie è sempre stato molto aperto, non ci siamo mai nascosti i nostri pensieri più intimi, così, quando mi cominciò a frullare per la testa un sottile pensiero di visitare uno di quei locali abitualmente denominati “priveé”, non ebbi difficoltà a parlarne con lei e a valutare insieme la possibilità di esaudire questa latente curiosità.
    
    Abbiamo affrontato con serenità l’argomento, per più giorni, valutando i possibili rischi e le intriganti situazioni che avremmo potuto vivere.
    
    Senza troppa meraviglia compresi che, tutto sommato, anche a lei non dispiaceva, almeno nella fantasia, provare una cosa del genere: la porta era aperta. Di lì a qualche giorno, trovai un posto del quale parlavano bene sotto tutti gli aspetti ed in particolar modo degli ospiti che lo frequentavano, e lo proposi subito a mia moglie: il sabato successivo eravamo lì. I preparativi furono accurati, non tralasciammo neanche un filino di profumo nelle parti intime, e soprattutto non tralasciammo di fare un patto tra di noi: libertà assoluta, divertimento e ..... solo ciò che ci faceva piacere.
    
    Eccoci dentro, l’ambiente è molto elegante ed i frequentatori sembrano tutti di una certa classe. Ci sediamo al bar, chiediamo qualcosa da bere e ci mettiamo a conversare tra di noi come veterani, ma si vedeva subito che eravamo seduti “sugli spilli”. Si avvicina un uomo sulla quarantina, sorridente, che con fare rassicurante dice: “E’ la prima volta, ...
    ... vero? Mi chiamo Bruno, rilassatevi, siamo tutti amici, persone normali e prima di ogni cosa teniamo tutti in considerazione il rispetto verso gli altri, quindi....niente che non si voglia....” Ora ci sentiamo già più rilassati, il ghiaccio è rotto e cominciamo a conversare con altre persone. Ad un tratto Bruno si alza ed invita, con gli occhi e tendendole una mano, mia moglie a seguirlo: lei ha un attimo di indecisione poi mi guarda, senza parlare, e credo di leggere nei suoi occhi un pensiero di “scuse”, si alza tendendo a sua volta la mano a Bruno e si incammina con lui su per le scale. Comincio ad agitarmi, sento la camicia che comincia a stringermi il collo, è una agitazione mista ad eccitazione, pensando a quello che succederà tra di loro, chissà se lei sarà un po’ distaccata così come a volte è con me oppure darà fondo a tutte le sue doti amatorie che a volte mi ha fatto conoscere? Questo interrogativo deve essersi letto chiaramente sul mio viso se Giulia, una delle persone con le quali stavamo conversando, mi guarda e dice: “Sei preoccupato? Vorresti sapere cosa accadrà? Pensi che ce la faresti a guardare tutto? Se vuoi posso accompagnarti in una stanza attigua collegata alla stanza dove è tua moglie con una videocamera, così da vedere e sentire, a sua insaputa, tutto ciò che succederà. Lo vuoi?” “La scelta era nelle mie mani, dipendeva solo da me, e se il cuore, da una parte mi diceva di non andare, il mio voyerismo e la mia certezza di godere vedendo godere la mia lei ...
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