1. IUS PRIMAE TROMBATA- JACK E LA CALDA E MATURA SIGNORA McKENSY(PRIMA PARTE)


    Data: 13/01/2021, Categorie: Etero Autore: strapps, Fonte: RaccontiMilu

    Sono nato a W., nel Texas orientale nel 1852 o 53, settimo di otto fratelli. Mio padre aveva un po’ di terra dalle parti di K., allevava bestiame non suo e coltivava qualcosa, mia madre era una cattolica venuta dall’Irlanda, lui invece era originario della Germania. Non eravamo proprio dei poveracci, ma neppure ce la passavamo bene, le bocche da sfamare erano tante e la terra era poca. Sono cresciuto lavorando, pregando e facendomi tutti i giorni le numerose miglia che dividevano casa nostra da K., dove c’era la scuola, il mercato, lo sceriffo. Ci voleva un’ora di camminata all’andata e una al ritorno fra casa nostra e K. Un mattino di maggio camminavo con il mio piccolo zaino consumato(con dentro acqua, un pezzo di pane e una fionda), quando fui superato da una carro trainato da 4 cavalli. Il carro rallentò dopo avermi superato e poi un volto di donna si sporse per guardarmi. Non la conoscevo, una donna dai capelli nerissimi e il volto bianco, non delle nostre parti. Mi scrutò a lungo, non ci feci molto caso, ma dopo il carro riprese la sua corsa ed io continuai a piedi.
    
    In vita mia non avevo mai giaciuto con una donna, non ne avevo mai vista una, mi ero toccato più volte, ma ero vergine. Avevo compiuto da pochi giorni 18 anni e mio padre mi aveva detto che un suo conoscente allevatore di maiali aveva una giovane figlia che forse sarebbe diventata mia moglie. Non l’avevo mai vista, ma spesso la notte, pensavo a lei. Me la immaginavo piccoletta, con un bel seno, il volto candido, le labbra morbide e le cosce da toccare, il sesso da vedere, da annusare.
    
    Arrivai a K.sudato per il caldo. Feci le commissioni per mio padre, mi rinfrescai alla fontana e mi sedetti su una panchina a vedere passare i cavalli per riposarmi un poco prima di riprendere la strada di casa. Proprio quando mi alzai per tornare, vidi la donna che mi aveva fissato dal carro. Anche lei mi vide e venne da me. Ero sorpreso. Lei mi fissò ancora. ‘Quanti anni hai, ragazzo?’ mi chiese. ’18 appena compiuti, ma perché lo vuole sapere?’
    
    ‘Come ti chiami?’
    
    ‘Jack’
    
    ‘Dove abiti?’
    
    ‘A T., un’ora di strada da qui…ma lei chi &egrave?’
    
    ‘Non preoccuparti. Vivi ancora coi i tuoi?’
    
    ‘Sì, ma..
    
    ‘Silenzio. Rispondi solo alle mie domande, Jack.’
    
    ‘E perché dovrei? Mica la conosco a lei?’
    
    Lei si mise una mano in tasca e prese una moneta, grossa, dorata. Me la dette.’Adesso mi risponderai. Prendila &egrave tua, te la regalo.’ Guardai la moneta, non ne avevo mai viste, ma pareva buona. Ero felicissimo. Chissà quante cose potevo comprarci con quella?
    
    ‘Sei fidanzato Jack?’
    
    ‘Io? Oh, no Signora’.
    
    ‘Hai una ragazzina col quale passi del tempo?’
    
    ‘Come?’
    
    ‘…ho capito…sei vergine, Jack?’
    
    Avvampai di vergogna. Ma che diamine?
    
    ‘Meglio così, Jack molto meglio così..senti Jack, sei sano?’
    
    ‘Cosa?’
    
    ‘Hai malattie? Polmoni? I denti sono sani? Hai problemi di fegato?
    
    ‘..io’.no’.direi..di no…’
    
    Mi aprì la bocca e mi fece mostrare i denti. Li guardò. ‘Hai fratelli ...
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