1. Un sogno puoi chiamarlo sogno solo se diventa vero...


    Data: 13/01/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: massexeli, Fonte: Annunci69

    Ci sono “posti” magici dove si sta in perfetta simbiosi con la natura, angoli di “paradiso” che predispongono a sensazioni ed emozioni uniche, fino a diventare teatro di esperienze irripetibili!...
    
    Quel giorno io e Max eravamo soli, in quella splendida caletta baciata dal sole di luglio, distesi a pochi passi dal bagnasciuga; alle 9 del mattino l’aria era già calda e i nostri corpi nudi e dorati profumavano di olio abbronzante. Ci piaceva sentire lo sciabordio della risacca bagnarci i piedi, mentre ci sfioravamo l’un l’altro con le mani “impanate” di sabbia che ci graffiava dolcemente la pelle. Quell’acqua cristallina era irresistibile, un tuffo e arrivavamo dove a malapena si toccava e poi, come sempre, Max ne approfittava per strofinarsi a me, gli bastava avvertire i brividi sulla mia pelle per eccitarsi. Iniziava a strizzarmi i capezzoli e a mordermi dolcemente alla base del collo, mi baciava stringendomi a se e finivamo sott’acqua.
    
    Quel posto era sempre stato (e resterà) la fucina di tutte le nostre fantasie più viziose, lo ritenevamo una sorta di “porto franco” agli istinti più lascivi che, imperituri, dimorano dentro di noi fin dal primo bacio…!
    
    La mattinata scivolava via tra bagni e giochi roventi, con quelle erezioni improvvise di Max che mi guardava distesa al sole con le gambe dischiuse e sporche di sabbia umida, come la mia passera; il tempo di socchiudere gli occhi e lo sentivo farsi spazio con la testa tra le mie cosce, per arrivare al clitoride con la sua lingua avida. Mi teneva per i fianchi mentre mi premeva la faccia sulla fica e quella lingua sembrava non finire mai di entrarmi dentro, mi dimenavo e i miei gemiti diventavano sempre meno contenuti... Proprio sul più bello Max si destò, balzando in piedi:
    
    disse. Mi sollevai in un lampo e d’istinto tentai di coprirmi; Max guardava due ragazzi che sopraggiungevano, già a meno di una decina di metri da noi. Accennammo un timido saluto e non fu difficile notare che, sotto i loro occhiali scuri, sorridevano compiaciuti. Sorridemmo anche noi e poi ci buttammo in acqua per nascondere un po’ del nostro imbarazzo…
    
    Una coppia carina, forse entrambi poco più che trentenni, davvero raro da incontrare su quella “spiaggia”. Abituati ai soliti guardoni, eravamo disorientati, ma anche curiosi di scoprire se erano amanti della tintarella integrale come noi.
    
    …Quella pausa imprevista, intanto, non aveva diminuito la nostra ingordigia condita dal sale di quelle onde che, dondolandoci, ci spingevano di nuovo l’uno verso l’altro: Max mi sollevò, afferrandomi alla vita e iniziò a sbattermi forte. Era eccitatissimo, lo sentivo dentro come un fuso, duro e impetuoso; notai che scrutava la spiaggia, alla ricerca di quegli occhi che poco prima ci avevano involontariamente spiati e io diedi sfogo al piacere che a stento avevo trattenuto. Appoggiai la mia bocca sulla sua spalla per non attirare troppo l’attenzione, ma appena mi voltai mi accorsi che era servito a poco perché quella coppia era ...
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