1. Lupo rosso - 2


    Data: 13/01/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... sulla riva, dove già si erano radunati tutti gli altri. Questi esultavano e quelli sulle navi rispondevano con pari clamore.
    
    Facendosi largo a spintoni, Ethwood riuscì ad arrivare tra le prime file e stette lì a spiare tra un corpo e l’altro se vedesse Dagmar da qualche parte: aveva bisogno di sapere che c’era, che nulla di male gli era successo. Ma nessuna testa fulva compariva alla vista. Con la morte nel cuore, Ethwood cercò fra i guerrieri che saltavano in acqua e afferravano le cime delle navi per assicurarle agli alberi sulla riva. Dagmar non si vedeva da nessuna parte. Fece per ritirarsi e dare sfogo in solitudine alle lacrime, che si sentiva premere sugli occhi, quando ci fu un grido ancora più forte e dalla svolta del fiume Ethwood vide sbucare un’altra nave… e sulla prua con le braccia sollevate in segno di esultanza, una figura lontana ma inconfondibile dalla fulva capigliatura.
    
    Ethwood si sentì quasi mancare per il sollievo: Dagmar era vivo e stava tornando.
    
    Avrebbe voluto restare lì, partecipare all’esultanza generale, ma lo prese una sorta di ritegno: che c’entrava lui? non faceva parte della sua gente. Allora si tirò indietro e tornò nella tenda ad aspettarlo.
    
    Dagmar intanto scrutava coi suoi occhi di lince tra la folla ancora indistinta per scoprire se Ethwood era lì ad aspettarlo e per un istante gli parve di scorgerlo e il cuore ebbe un balzo di pura felicità. Ma quando, sceso a terra, lo cercò, non lo vide da nessuna parte. Forte fu la delusione e avrebbe voluto correre alla tenda, i suoi compagni però lo accerchiarono e lo trascinarono festosi verso l’accampamento.
    
    Era già notte fonda, quando riuscì a liberarsi dai festeggiamenti e raggiunse la tenda. Ethwood scattò in piedi, appena lo vide entrare… avrebbe voluto corrergli incontro, abbracciarlo…
    
    “Dagmar…”, mormorò, mentre il guerriero attraversava in pochi passi lo spazio della tenda e lo stringeva a sé con foga.
    
    “Speravo di trovarti sul fiume, ad aspettarmi.”, disse.
    
    “Ho preferito restare qui, mio signore… - rispose Ethwood – quando saresti venuto a riposarti.”, e si inginocchiò, per slacciargli i calzari.
    
    Dagmar lo lasciò fare, poi, sdraiatosi sul giaciglio di pelli:
    
    “Spogliati”, gli disse.
    
    Il ragazzo non esitò: si sfilò la tunica e si tolse la fascia del pudore. Tremava, ma più per l’emozione di essere nudo davanti al suo padrone, che per il freddo della notte. Dagmar lo fissò ammirato, quasi lo vedesse per la prima volta.
    
    “Vieni…” disse poi con voce roca, e Ethwood andò a sdraiarsi accanto a lui. Immediatamente, il calore e l’odore ferino dell’amante gli diedero un senso di gratificazione e di sicurezza. Per la prima volta, allargò le braccia e gliele cinse attorno al petto. Incredulo per quanto stava avvenendo, Dagmar ricambiò l’abbraccio e d’impulso ne cercò le labbra. E le labbra di Ethwood lo accolsero,si schiusero, lo lasciarono entrare… Nemmeno lo disgustò il primo contatto con la lingua di un altro, come spesso succede: sembrava ...