1. Lupo rosso - 2


    Data: 13/01/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... sentirlo muoversi, agitarsi, raggiungere il piacere dentro di lui.
    
    ***
    
    Nel frattempo i norreni avevano spostato l’accampamento sulle rive di un fiume più sud, in modo da poter fare incursioni nei territori interni della Northumbria.
    
    Così, una mattina Dagmar Rotwulf e una cinquantina dei suoi guerrieri spinsero incontro alla corrente la prora di alcune loro navi e partirono. Gli altri guerrieri rimasero a guardia del campo e delle altre navi rimaste alla fonda, nonché del bottino in schiavi, bestiame e preziosi, frutto delle precedenti rapine.
    
    Anche Ethwood rimase al campo e la cosa gli fu di non poco sollievo: per qualche notte non avrebbe dovuto sottostare alle indegne attenzioni del norreno. Il ragazzo passò il giorno a ripulire e a sistemare con cura la tenda, gironzolò per il campo, fece il bagno nel fiume, sempre sotto l’attenta sorveglianza di Snorri, l’amico a cui Dagmar lo aveva affidato. Scesa infine la notte, dopo aver ricevuto un’abbondante porzione del maiale arrostito su uno dei fuochi, Ethwood si ritirò nella tenda.
    
    Sollevato dal fatto di trovarsi da solo, senza l’assillo di dover soddisfare le voglie del suo padrone, il ragazzo si sdraiò sul giaciglio di pelli, pregustando il piacere di una lunga notte di sonno.
    
    Ma, ahimé, il sonno tardava ad arrivare, i suoi occhi rimanevano aperti, la sua mente vigile. Una strana inquietudine cominciò a serpeggiargli nelle membra. Il pensiero gli corse a Dagmar: senz’altro a quell’ora era seduto attorno ad un fuoco a mangiare, bere e schiamazzare con i suoi uomini… come stavano facendo quelli rimasti al campo. Avrebbe pensato a lui più tardi, si chiese, lo avrebbe desiderato? E all’improvviso si sentì invadere da un grande senso di malinconia: sentì la mancanza della sua presenza accanto a lui, sentì la mancanza del suo respiro profondo mentre dormiva, dopo l’amore; sentì la mancanza di quelle forti braccia che lo stringevano, del calore del suo corpo, il solletico dei peli del suo petto sulla schiena…
    
    All’improvviso ebbe freddo, si avvolse in una pelle d’orso, ma non ci fu sollievo: il gelo era dentro il suo cuore. E si sentì solo, Ethwood, terribilmente solo e infelice.
    
    I due giorni successivi e le successive due notti furono forse i momenti più lunghi e tristi della sua vita.
    
    Alla mancanza di Dagmar si era aggiunta la preoccupazione che potesse essergli successo qualcosa. Da un lato cercava di convincersi che nulla poteva succedere ad un guerriero come lui, dall’altro era consapevole che in guerra si vive e si muore: basta un attimo di distrazione, una scivolata nel fango, perché la spada del nemico ti raggiunga e ti tolga la vita.
    
    La trepidazione era al colmo, quando, sul finire del terzo giorno, Ethwood sentì un lungo suono di corno, a cui seguirono le urla entusiastiche dei guerrieri sparsi per il campo. Il ragazzo saltò su col cuore in gola e corse fuori dalla tenda.
    
    Snorri gli gridò qualcosa, correndo verso il fiume. Tornano, si disse Ethwood e lo seguì ...