1. Lupo rosso - 2


    Data: 13/01/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    Ethwood pianse quella notte tutte le sue lacrime. Non era solo il dolore dello stupro, che ancora provava, ad angustiarlo, ma anche la terribile certezza che questa era ormai la sua vita. Ma perché non era morto nella strage dell’abazia? Perché il Signore aveva permesso che si salvasse? per condannarlo a questa vita di infamia e di vergogna? a questa vita di peccato? per essere oggetto della lussuria di questo mostro? sera dopo sera dopo sera… Perché non era morto assieme agli altri?
    
    L’alba lo colse sveglio e dolorante. Dagmar dormiva ancora, quando lui si alzò e uscì dalla tenda. Andò alla latrina e poi si diresse verso il mare. Si immerse fino alle ginocchia, si rimboccò in vita la tunica e stavolta non ebbe ritegno a lavarsi anche quelle parti che gli avevano insegnato essere impure.
    
    Perché non continuo a camminare finché l’acqua non mi sommerge? si chiese, e fece effettivamente alcuni passi avanti. Ma l’istinto di vivere è più forte di qualsiasi desolazione dell’anima, per fortuna, e il giovane, giunto con l’acqua a mezza coscia, si fermò con le lacrime agli occhi e si volse a guardare la riva, dove gli uomini cominciavano muoversi, riattizzando i fuochi e tagliando pezzi di carne dalle carcasse ancora appese dei maiali per preparare la colazione a sé e ad altri.
    
    Vide che qualcuno lo stava fissando, ma non distinse chi. Allora, abbassò la testa con rassegnazione e si volse per tornare indietro. Con la morte, anche la speranza si estingue… ma in cosa poteva sperare lui?
    
    Si rese conto, allora, che se quello era il suo destino, tanto valeva renderlo meno amaro: decise così di accettare quello che la vita gli aveva riservato, anche le attenzioni di Dagmar, senza più ribellarsi, onde non dargli motivo di fargli del male. E così, quella sera, quando il norreno rientrò nella tenda, dopo il festino, e gli ordinò di raggiungerlo, Ethwood si affrettò ubbidiente, si tolse la tunica e si distese nudo al suo fianco, sopportandone le carezze lascive, fino al supremo sacrificio di se stesso.
    
    Col passare dei giorni, Ethwood si rese conto che qualcosa stava cambiando: Dagmar si era fatto più… attento, più premuroso nei suoi confronti; certi giorni lo portava con sé a caccia nella vicina foresta, insegnandogli addirittura a tirare con l’arco. Ma era lui stesso, Ethwood, che si sentiva cambiato: quando giaceva con Dagmar non era più insofferente, non accettava più semplicemente con rassegnazione le sue carezze; anzi, in certi momenti, si vergognava ad ammetterlo, ma ne provava perfino un certo piacere. Una delle ultime sere, si era sentito fremere tutto, quando Dagmar aveva sfiorato il suo pene flaccido, come una sferzata di energia che glielo stesse rivitalizzando.
    
    Anche l’atto finale non era più così doloroso e non gli sembrava, poi,così abominevole: certo, era pur sempre un atto innaturale, un atto bestiale, come gli avevano insegnato, ma trovava in un certo qual modo confortante sentirsi stretto fra le braccia di quell’uomo vigoroso, ...
«1234»