1. Luke e Gale – 5


    Data: 12/01/2021, Categorie: Dominazione / BDSM Etero Incesti Autore: Naughty_Bard, Fonte: RaccontiMilu

    Rebecca non aveva chiuso occhio. Si era girata e rigirata in quel letto adesso completamente sfatto. Le 6:12. Era a pezzi. Non poteva fare a meno di continuare a pensare a Luke. Quel maiale schifoso l’aveva usata a suo piacimento e questo la faceva infuriare. Eppure l’aveva fatto. L’aveva accontentato, gli aveva succhiato il cazzo e si era lasciata umiliare come una qualunque puttanella. Lo odiava profondamente, questo era certo, avrebbe voluto vederlo morto. Ma odiava se stessa MOLTO di più, perché si era resa conto che quel trattamento disumano, in fondo, in fondo, l’aveva eccitata. Ebbene si, lo ammetteva. Nessuno l’avrebbe mai saputo, certo, però lei lo sapeva e questo bastava a torturarle l’anima più di qualunque altra cosa in vita sua.
    
    I suoi pensieri vennero interrotti da un familiare ‘BIP’. Aveva lasciato il computer acceso tutta la notte, senza accorgersene. Si alzò dal letto e si avvicinò alla scrivania. Chi poteva mandarle un’email alle sei del mattino?
    
    Lo sguardo le si congelò. Alla voce ‘from’ c’era scritto Luke Hunter.
    
    ‘Ma che vuole ancora questo stron…’ aveva cominciato a leggere il contenuto del messaggio e la frase le morì in gola.
    
    ‘Buon giorno troia! Dormito bene? Guardatelo e dimmi che ne pensi! Ci vediamo a scuola! Ciao!!!’ Il cuore le si appesantì ulteriormente. In allegato c’era un video intitolato ‘La troia in calore’. Lo aprì mentre sotto voce continuava a ripetere la stessa parola:
    
    ‘no, no, no, no, ti prego, no….’ ma non appena vide se stessa implorare un ragazzo biondo di farle succhiare il cazzo cominciò a piangere.
    
    ‘Papà hai un secondo?’ un’ora dopo Rebecca aveva bussato alla porta del grande studio di suo padre. Aveva preso una decisione: avrebbe distrutto quel figlio di puttana nel peggiore dei modi. Sapeva che la punizione sarebbe stata terribile, però non poteva permettergli di passarla liscia. Ci aveva pensato tutta la notte ed era sicura, il piacere di vedergli passare dei guai l’avrebbe ripagata di tutto.
    
    Il volto austero di Henry Bowen Jr. si alzò dai fogli che stava leggendo con attenzione. Si svegliava sempre molto presto al mattino e Rebecca era sicura che avrebbe avuto l’occasione di parlargli prima di colazione.
    
    ‘Buongiorno Rebecca. Giusto uno, devo finire di leggere questi atti prima di andare in ufficio. Dimmi!’ Aveva riabbassato gli occhi prima di pronunciare la seconda parola, ma la ragazza ci era abituata, le voleva tanto bene ma era sempre troppo impegnato per rivolgerle più di uno sguardo.
    
    ‘Senti… papà devo…. devo dirti una cosa…’ cominciò con un po’ di tentennamenti. L’uomo non si mosse, né la guardò.
    
    ‘Questo l’avevo dedotto principessina altrimenti non saresti qui, no?’ le parlava in modo quasi assente ma quell’aria di severità non abbandonava mai la sua voce. Lei non sapeva da che parte cominciare.
    
    ‘Si, beh… si tratta di un ragazzo…’ lasciò il discorso a metà per vedere la reazione paterna che non tardò. Henry alzò di nuovo il viso dai suoi fogli.
    
    ‘Rebecca lo ...
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