1. Moana, vacanze in Sicilia.


    Data: 11/01/2021, Categorie: Cuckold Etero Sesso di Gruppo Autore: Stephan_Zanzi, Fonte: RaccontiMilu

    Finalmente arrivarono l’estate e le vacanze. La Sicilia mi aspettava. Dovete sapere che i miei genitori avevano un amico molto intimo di nome Franco che appunto abitava in Sicilia, e spesso ad agosto eravamo suoi ospiti. Franco aveva sposato una donna Etiope, e da lei aveva avuto una figlia di nome Marica, che aveva la mia stessa età e per questo motivo eravamo cresciute insieme, come due sorelle, e l’amore che ci univa era davvero straordinario. Marica era bellissima, aveva la pelle olivastra, quasi nera, un fascino esotico, e i capelli crespi di un africana. Aveva ereditato la bellezza e il calore dell’africa da parte di madre e della Sicilia da parte di padre. Aveva una fila di maschietti che avrebbero fatto di tutto pur di montarla.
    
    Arrivai all’aereoporto di Catania alle cinque di pomeriggio, da sola. Berni mi avrebbe raggiunta in un secondo momento. Marica era lì ad aspettarmi, ci abbracciammo in modo caloroso, poi sentii le sue mani percorrermi la schiena fino ad appoggiarsi sulle natiche. Me le palpò energicamente.
    
    – Accidenti, c’hai sempre un culo divino!
    
    A quel punto gli allontanai le mani per non dare spettacolo, perch&egrave eravamo pur sempre in un aereoporto davanti a migliaia di persone. Poi gli diedi un gran schiaffone sul suo di culo, che era bello morbido, burroso, e ogni volta non riuscivo a resistere alla tentazione di colpirlo con una gran pacca.
    
    – Mai quanto il tuo – le dissi.
    
    Raggiungemmo casa sua in auto. Marica aveva una mano sul volante e con l’altra, quando non era sul cambio, mi accarezzava una gamba. Da sempre quello di accarezzarmi le gambe era il suo passatempo preferito, diceva che farlo la faceva sentire tranquilla, e io la lasciavo fare. Aveva un bel modo di accarezzarmele, leggero e continuo, e quando lo faceva mi sentivo speciale.
    
    Marica ormai abitava da sola; aveva una casetta in una località di mare, una villetta per la precisione, ma piccola, di un piano solo, e se devo essere onesta non era messa granch&egrave bene, nel senso che avrebbe avuto bisogno di una riverniciata, e il giardino era incolto e pieno di cianfrusaglie. Marica non sembrava badarci molto alla cura della casa. Eppure era accogliente, calda. In quella intimità disordinata sembrava esserci una certa armonia che andava al di la del mondo, come se fosse un’altra dimensione.
    
    Marica mi fece entrare e cominciò a spogliarsi. La sua patatina era completamente depilata, e allora mi venne in mente che io la mia l’avevo lasciata incolta. Ormai mi ero affezionata al mio pratino. Quando mi spogliai anche io lei vide il mio folto cespuglietto biondo e mi sorrise. Venne verso di me e mi abbracciò, dicendomi che le ero mancata molto.
    
    – Anche tu amore.
    
    Prima di uscire per raggiungere il mare mi disse che doveva farmi vedere una cosa, e allora mi prese per mano e mi guidò verso la camera da letto. Prese un album fotografico da un cassetto e allora io pensai che volesse mostrarmi le foto della nostra infanzia. Ma non era così. Aveva ...
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