1. La puttanella della classe


    Data: 11/01/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: XYZ87, Fonte: Annunci69

    Forse ai giorni nostri spopolano, e le chiamano “cagne”. Ma anche in classe con me c’era una ragazza che non si curava troppo della sua reputazione ma pensava piuttosto a qualcos’altro…
    
    TREDICI ANNI FA, TERZA MEDIA
    
    Fine aprile, terza ora di scuola. Matteo si gira verso Andrea, mio compagno di banco.
    
    “Oh, allora: siamo io, te e Alberto. Ok?”
    
    “Si - rispose Andrea - tutto a posto con i soldi?”
    
    “Noi ce li abbiamo. Tu?”
    
    Andrea fece un cenno di assenso con la testa.
    
    “Cosa state combinando?” chiesi io curioso prima che Matteo si girasse.
    
    “Niente” rispose Andrea.
    
    Matteo mi guardò un po’ male e poi disse: “Vuoi venire anche tu? Ce li hai dieci euro?”
    
    “Dieci euro? – risposi io – e per farci cosa?”
    
    “In ricreazione andiamo dietro la scuola, dai due alberi. Se vuoi venire porta anche i dieci euro oppure non farti vedere. E… zitto!”
    
    Rimasi perplesso. Non avranno mica avuto della droga? Decisi di andarci e casomai mi sarei defilato.
    
    Al suono della campanella Matteo e Andrea scattarono in piedi. Andrea mi prese per un braccio e quasi mi trascinò: “Sbrigati, non perdiamo tempo!”
    
    Corremmo giù per le scale, uscimmo sull’atrio e andammo sempre correndo sul retro della scuola dove il prato diventava molto ampio. In fondo, a ridosso della rete di recinzione che dava sui campi, c’erano due cipressi molto vicini. Corremmo fino a portarci dietro ai due alberi. Avevo ormai capito che quei due alberi molto folti ci avrebbero fatto da copertura per non essere visti.
    
    In un attimo arrivò anche lei (niente nomi), una mia compagna di classe bella e attraente. Passò dietro ai due alberi e vedendoci disse:
    
    “Bene, siete già qui… quattro? Ma non eravate in tre?”
    
    “Si, lui si è aggiunto” rispose Andrea poggiandomi una mano sulla spalla.
    
    “Bene, anzi, meglio - disse lei – i soldi ce li avete?”
    
    Andrea e Alberto tirarono fuori dalle tasche i loro dieci euro. Io feci altrettanto. Matteo passò a raccoglierli poi, davanti a lei (per farglielo notare bene) estrasse dieci euro e poi altri cinque, li aggiunse insieme agli altri e glieli porse.
    
    Lei sorrise vistosamente, prese i soldi e gentilmente ringraziò.
    
    Infilati i soldi nella tasca dei jeans chiese: “Cosa devo fare?”
    
    Matteo intervenne: “Non fare domande stupide, procedi.”
    
    Sempre sorridendo lei rispose tranquillamente: “Va bene.”
    
    Tolse la maglietta. A quel tempo spopolavano le magliette corte con l’ombelico in vista. Rimase in reggiseno pochi secondi. Poi sbottonò i jeans e tolse anche quelli. I miei compagni già si lasciavano andare a versetti di apprezzamento.
    
    “Volete che vada avanti?” chiese lei quasi con tono di sfida.
    
    “Ti abbiamo pagata per questo!” rispose Alberto quasi con cattiveria.
    
    Slacciò il reggiseno e lo lasciò cadere. Penso che in quel momento strabuzzai gli occhi mentre i miei compagni le fecero un applauso. Aveva davvero un bel seno sodo e proporzionato al suo bel fisico. Lei cominciò à a strofinarsi i capezzoli ma i miei compagni, pur ...
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