1. La mia esperienza con una coppia cuckold – Capitolo 29


    Data: 08/01/2021, Categorie: Cuckold Etero Autore: jojojos, Fonte: RaccontiMilu

    Capitolo 29
    
    La mattina seguente andai al lavoro, incontrai Marco nel pomeriggio ed andammo a berci qualcosa al bar, Peppe, il barista, ci raccontò di una scazzottata che la sera precedente era accaduta davanti al locale, era rimasta coinvolta Patrizia, l’amica che era andata in ferie con Roberta, un tizio l’aveva importunata ed un nostro amico l’aveva difesa, come spesso accade in questi casi alla fine erano rimaste coinvolte altre persone, era intervenuta pure la Polizia, Patrizia era finita in ospedale ed era ricoverata, decidemmo di andare a farle visita. Arrivammo in ospedale poco dopo, aveva preso alcuni pugni ed era stata messa in osservazione per scongiurare lesioni interne, poco dopo arrivò anche Roberta, era visibilmente preoccupata per l’amica, ci salutammo restando in camera per una mezz’oretta. Rientrai a casa verso le 19,30, era tardi per andare a correre e decisi di farmi la doccia, cenare e restare a casa, ero un po’ stanco, la giornata era stata pesante al lavoro, inoltre l’avvicinarsi delle ferie mi facevano sentire maggiormente la fatica. Telefonai a Simona dandole appuntamento per la sera successiva, avevo voglia di lei in maniera impressionante. Dopo cena andai in salone a guardare un po’ di TV e mi addormentai sul divano, fui svegliato dal citofono, guardai l’ora, erano le 22,30, mi chiesi chi fosse, quando risposi sentii la voce di Roberta:
    
    – “Ciao Gianluca, sono Roberta, posso salire? Sei solo?”;
    
    – “Certo sali pure.”.
    
    Mentre aspettavo davanti alla porta che l’ascensore salisse cresceva la curiosità di sapere come mai fosse venuta a casa mia, l’eccitazione cresceva, se mi avesse stuzzicato non credevo di essere in grado di resisterle. Uscì dall’ascensore, era straordinariamente bella; indossava un top bianco corto molto aderente che permetteva di intravvedere i capezzoli, la pancia in vista e con una minigonna cortissima che la fasciava in maniera straordinaria, un paio di sandali aperti con la zeppa, i lunghi capelli cadevano sulle spalle, il sorriso era intimidito quando ci trovammo di fronte, mi fece rizzare il cazzo istantaneamente, ero in mutande e maglietta, i suoi occhi caddero sul mio rigonfiamento, si avvicinò e con tono molto sensuale disse:
    
    – “Mi sembra di capire che sei felice di vedermi o sbaglio?”.
    
    Istintivamente abbassai lo sguardo guardandomi il cazzo e le sorrisi invitandola ad entrare, appena chiusi la porta si girò di scatto mettendosi davanti a me.
    
    – “E’ da mezz’ora che sono qui sotto, non sapevo cosa fare, poi mi sono decisa a suonare, dimmi subito che ho sbagliato e me ne vado…”;
    
    – “Tranquilla, perché avresti dovuto sbagliare?”;
    
    – “Perché sono venuta a casa vostra con intenzioni non proprio oneste, soprattutto nei confronti della tua ragazza…”;
    
    – “Davvero, e che intenzioni avresti scusa?”.
    
    Si avvicinò a me con un passo da pantera, era sensualissima e bellissima, appoggiò una mano contro il petto e mi spinse contro il muro, si appiccicò baciandomi con molta passione, era ...
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