1. Gioco


    Data: 08/01/2021, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Aka-Moda, Fonte: RaccontiMilu

    22:22
    
    Lei è stesa di fianco sul letto, e sta vivendo la mezzanotte più calda dell’anno con una leggerezza così naturale che l’affanno, penseresti, non potrebbe mai averla. Il materasso sembra non avere nemmeno una piega sotto il suo corpo, che è come un lenzuolo di seta rosa che qualcuno ha lasciato cadere nella stoffa, dove si è appoggiato delicatamente, lasciando agli occhi di chi guarda la statica armonia di una superficie senza pieghe.
    
    Lui è allo specchio, con un pettine di plastica si sta strofinando la barba, lasciando cadere una nuvoletta quasi invisibile di mostriciattoli e polvere, compagni di una giornata di lavoro. La vuole pulire, ma non vuole usare la crema, perché sa che quando giocano a lei non piace la barba morbida. Le piace ruvida, come il dorso verde di una spugna appena comprata, qualcosa che lasci sulla sua pelle una sensazione a metà tra una carezza e un grattino.
    
    È stata lei a chiederglielo questa mattina, mentre lui preparava il caffè.
    
    08:10
    
    -”stasera posso mangiare gli spaghetti?”
    
    -“se stanotte giochiamo”
    
    -“che gioco vuoi fare?”
    
    -“il mio preferito”
    
    19:43
    
    Lei è seduta alla sua sinistra, sono stretti, la tovaglia è ripiegata solo a metà tavolo, è una cena di metà settimana dai profumi essenziali. Lei lo guarda, lo fissa mentre lui mangia gli spaghetti. Osserva le sue mani pesanti che arrotolano in una forchetta quanti più spaghetti possibili, li guarda sparire in boccate che si chiudono lasciando piccole pieghe tra le labbra strette. osserva l’arancio del sugo che sporca gli angoli della sua bocca. osserva e osserva tutto, il modo lento ma bramoso con cui si mangia quegli spaghetti. Sa quanto gli piacciono e quanto li desidera e sa che vorrebbe essere quel piatto,
    
    22:58
    
    Sono le 23, e di solito a quest’ora lei fa quelle piccole cose che si tiene sempre per quel lasso di tempo, quelle cose che la aiutano a dormire, legge un paio di capitoli, scorre i pollici su pinterest, idee per fare delle magliette, prende appunti. beve una tisana fredda. Non si è lavata, non si è profumata. Le regole del gioco sono quelle che lui deve stare al gioco in qualsiasi caso. Le regole però, le conosce solo lei. Cose così le ricordano i giochi che faceva con suo padre da bambina, quelli del lupo che rubava “ora il lupo vuole la gamba” e se la mangiava. Non c’è sesso in questi pensieri, le danno solo un senso di pace, di leggerezza che può ritrovare solo in quell’antro bambinesco. L’equilibrio del momento è il patto non scritto per il quale lui deve fatto tutto senza saperlo, è la caverna segreta del suo passato, la sua quiete in comodato.
    
    Non c’è un vero e proprio inizio, scambiano qualche parola sottovoce, il suono è lieve e si dissipa nelle vibrazioni di quello dell’aria e delle auto, e dei grilli e di tutto quello che sta cantando fuori dalla finestra..
    
    Mentre parlano lui le sfiora le gambe con le dita, lucida la sua pelle facendo avanti e indietro in quella superficie liscia con le peighe dei ...
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