1. ICO “Tribute” - Collapse and Rebirth


    Data: 08/01/2021, Categorie: Sentimentali Autore: Alba6990, Fonte: EroticiRacconti

    Tremava.
    
    Tremava tutto.
    
    Crollava.
    
    Crollava tutto.
    
    La sala del trono stava piano piano cadendo a pezzi.
    
    E insieme a lei tutto il castello.
    
    Ico era inerme.
    
    Disteso per terra come un morto.
    
    Il sangue si era fermato, le due corna spezzate abbandonate sul pavimento di pietra.
    
    Il suo corpo aveva una posizione quasi innaturale.
    
    La sala dei sarcofagi, alle sue spalle, stava piano piano collassando.
    
    Yorda rimaneva nella sua immobile e fredda forma di pietra.
    
    Collassò anche lei.
    
    Si rialzò.
    
    Confusa.
    
    Stordita.
    
    Diversa.
    
    Si guardò le mani.
    
    Mani nere come la pece. Nere come l’ombra che l’aveva oppressa per tutti quegli anni.
    
    Era diventata un’ombra.
    
    I tratti del suo viso non erano più distinguibili.
    
    Yorda era solo una silhouette ombrosa.
    
    Il corpo nudo. Dov’era sparito il suo vestito? Era scoperta e allo stesso tempo non si vedeva niente. Il suo seno e le sue natiche non lasciavano trasparire altro se non le morbide e ancora acerbe curve.
    
    Si sentiva più forte. Il suo corpo aveva come acquistato una forza più adulta.
    
    Si guardò intorno con aria quasi tranquilla, constatando obiettivamente che la struttura stava cadendo in pezzi.
    
    Un pensiero.
    
    Un qualcuno.
    
    Cominciò a camminare verso la sala del trono.
    
    Che strana sensazione. Fino a quel momento si era fatta sempre aiutare da Ico. A malapena riusciva a correre, a saltare o a salire le scale. Era sempre stata debole.
    
    E adesso aveva il suo corpo tra le braccia. Lo aveva sollevato, tenendolo come un cavaliere tiene tra le braccia una fanciulla.
    
    La testa a ciondoloni, le braccia che penzolavano. Un peso morto.
    
    Lo guardò.
    
    Difficile intuire l’espressione di quegli occhi invisibili.
    
    Un misto tra conforto, tenerezza e calma.
    
    Accarezzandolo con le mani nere, si diresse fuori.
    
    All’esterno.
    
    La barca era ancorata al molo.
    
    Massi e pezzi di roccia si staccavano numerosi dalle mura per piombare in acqua.
    
    Il castello stava affondando.
    
    Camminò nell’acqua.
    
    Adagiò il corpo di Ico sulla barca.
    
    E la spinse via.
    
    “Grazie...” un sospiro che riecheggiò nel vento, nelle onde, nella pietra. Un sospiro che pareva un grido.
    
    Yorda lo osservò allontanarsi verso la libertà.
    
    Lei immobile nell’acqua.
    
    Sarebbe affondata insieme al castello.
    
    E con lei la sua maledizione.
    
    Ico non poteva vederlo. Non poteva pregare Yorda di venire con lui. Non poteva dirle che l’amava. Era ancora ad occhi chiusi. I gabbiani volavano sulle rovine della fortezza distrutta.
    
    Il sole brillava sul mare come non faceva da tempo immemore.
    
    La nebbia si era diradata.
    
    L’ombra era sparita. E con essa, ogni prova che fosse mai esistita.
    
    Ico era libero.
    
    Si svegliò dentro la barca. Il rumore delle onde assordante nelle sure orecchie. Era estremamente confuso.
    
    Era sulla spiaggia.
    
    Fuori.
    
    Fuori!
    
    Della fortezza non vi era più traccia.
    
    E neanche di Yorda.
    
    Gli prese il panico. Dov’era?!
    
    Fece per scendere dalla barca e il ...
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