1. Sono in difficoltà


    Data: 06/01/2021, Categorie: 69, Etero Sensazioni Autore: Idraulico1999, Fonte: RaccontiMilu

    ‘Va’ al diavolo pure tu. Accidenti, merda, questa oggi non ci voleva’ – ingiuriò imprecando impulsivamente Nicoletta, dopo aver girato a vuoto dopo molteplici tentativi la chiave d’accensione nel cruscotto della propria autovettura.
    
    ‘Questa maledetta non ne vuole proprio sapere. Adesso come faccio? Non puoi mollarmi qui da sola come una cretina’ – esclamò sbottando alquanto infastidita e irritata per l’avvenimento. Riprovò per l’ultima volta per cercare di mettere in moto ottenendo però lo stesso risultato. Nessun segno di vita però da parte dell’automobile. La giovane donna in maniera furibonda uscì rapidamente dall’abitacolo inveendo e maledicendo per dare un’occhiata all’interno del cofano:
    
    ‘Non capisco un fico secco, nulla’ – borbottò manifestamente corrucciata lei, mentre calciava con violenza contro la gomma d’una ruota cercando di sfogarsi per l’irritabilità e per la stizza del momento appena sperimentata.
    
    Il cofano si richiuse con un colpo sordo e Nicoletta acciuffato il cellulare dalla borsetta compose un primo numero, giacché un fiume di parole concitato, esasperato e furente uscì dalla sua bocca investendo l’interlocutore:
    
    ‘La macchina non parte. Cazzo no, non ne vuole sapere. Sì, certo che ho fatto il pieno, mi prendi in giro? Che cosa dici? Puoi venire a darmi una mano? Come non puoi? Adesso non puoi lasciare il lavoro? Va bene, ho capito. Sì, adesso lo chiamo e dopo ti farò sapere, grazie lo stesso, ciao’.
    
    Al secondo tentativo telefonico invece, la conversazione prende un’altra piega credibilmente più pacata:
    
    ‘Ascolta, sono nella merda, la macchina si &egrave bruscamente piantata, io non so veramente come fare. Puoi venire a salvarmi? Oh sì, grazie, sei un tesoro. Mi trovo esattamente in via Pisacane, vicino alla lanterna bianca. Allora t’aspetto’.
    
    Lei chiuse la comunicazione tirando un sospiro di sollievo, s’accese frattanto una sigaretta per rilassarsi cercando d’ingannare quell’irritante e sopraggiunta apprensione dell’attesa. Dopo circa una mezz’ora il suono di un clacson festante le risollevò immediatamente l’umore, perché il suo salvatore era finalmente arrivato:
    
    ‘Grazie al cielo che sei qui’ – esclamò Nicoletta dopo aver ricevuto un bacio, quel gradevole rituale con il saluto sulla guancia.
    
    L’amico provvidenziale diede una rapida occhiata alla macchina in panne e pronunciò immediatamente il verdetto:
    
    ‘Niente di grave o d’irrisolvibile, sono solamente semplici problemi alla batteria. Io posso darle una ricaricata con la mia, prima però devo procurarmi il materiale necessario’.
    
    ‘Dove?’ – chiese incuriosita la ragazza.
    
    ‘Nel garage di Letizia penso di trovare tutto ciò che mi occorre’ – rispose Armando in modo conciliante.
    
    ‘Allora andiamo, dai Armando non perdiamo altro tempo’ – l’incitò Nicoletta alquanto animata e frizzante.
    
    Raggruppò le sue cose dalla macchina e salì sull’automobile, perché Armando non si perse un solo fotogramma del suo modo conturbante d’accomodarsi sul sedile, ...
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