1. Diritto (in) privato


    Data: 24/12/2020, Categorie: Autoerotismo Etero Sensazioni Autore: iprimipassi, Fonte: RaccontiMilu

    Il suo orologio da polso segnava le nove del mattino mentre Raffaello varcava ansioso la porta d’ingresso dell’aula 1 dell’università che quel giorno avrebbe iniziato a frequentare. Si ritrovò in mezzo a centinaia di altre matricole come lui. Alcune completamente spaesate, altre forti dell’unità di sparuti gruppi che si erano già formati o che, più probabilmente, si erano ricongiunti dopo una comune esperienza al liceo. Lui faceva parte dei singoli spaesati. E troppo timidi per iniziare una conversazione con degli sconosciuti.
    
    Si fece largo fra persone, zaini e file di panche disposte in maniera semicircolare e in pendenza, come un anfiteatro romano. Inevitabilmente si ritrovò nell’ultima fila, l’unica ancora sgombra di studenti o segnaposto dei generi più disparati. Si accomodò nel lato più esterno di una delle panche centrali. Dalla sua posizione aveva una perfetta visuale della cattedra e dell’ampia lavagna verde che la sovrastava. Il timore di non riuscire a sentire quanto pronunciato dai docenti venne spazzato via quando si accorse della presenza di numerosi altoparlanti fissati ai muri lungo l’intero perimetro dell’area. Decise pertanto di vuotare il suo zaino, estraendo quel poco che conteneva per il primo giorno: il libro di orientamento universitario, un quadernetto a righe e una delle penne che aveva portato con sé.
    
    Continuò a guardarsi intorno per un po’, sin quando una donna fece capolino nell’aula invitando gli studenti ancora in piedi a prendere posto.
    
    Raffaello la trovò molto elegante e decisamente attraente. Sembrava avere all’incirca quarant’anni, lunghi ricci biondi le ricadevano sulle spalle, incorniciando un viso sul quale spiccavano due vivaci occhi azzurri, delle labbra rosee e piene e un naso lievemente aquilino che, comunque, ben si sposava con i tratti spigolosi del volto. Il corpo, di un’altezza media, appariva snello e ben proporzionato, con un seno abbondante che premeva contro il tessuto della camicetta bianca e lunghe gambe che facevano bella mostra di sé, seppur in parte celate dalla gonna scura lunga fin quasi alle ginocchia.
    
    La donna batté un paio di volte la mano sulla cattedra per far cessare gli ultimi chiacchiericci, poi si sedette ed accese il microfono da tavolo.
    
    ‘Buongiorno a tutti’, disse con voce scandita e squillante, ‘Sono la professoressa Palma, e per quest’anno sarò la vostra docente di diritto privato’.
    
    Gli studenti seguivano per lo più in silenzio, eccetto qualche ragazzo intento a confabulare con gli amici, presumibilmente per sottolineare apprezzamenti poco consoni riferiti all’oratrice.
    
    Raffaello si sorprese subito colpito da quella donna. Non era una classica bellezza da copertina, ma trovò che avesse fascino in abbondanza, e il suo modo di parlare e gesticolare suscitava in lui pensieri poco casti.
    
    Inoltre, ebbe la sensazione che la professoressa, nel parlare alla classe, più volte posasse i suoi occhi su di lui. ‘Sarà solo un’impressione’, si ripeté. In fondo erano ...
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