1. Il buio non mi spaventa


    Data: 21/11/2020, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Idraulico1999, Fonte: RaccontiMilu

    ... venne persino da sorridere pensando alla bizzarra situazione: gli era anche capitato di fare sesso con alcune donne di quelle che ti chiedi come hai potuto? Adesso che invece aveva fra le braccia una ragazza probabilmente molto gradevole non riusciva a vederla. Non poter contare sulla vista costringe sennonché a stimolare all’estremo gli altri sensi: il tatto, però anche l’olfatto, l’udito e perché no il gusto. Ci si dedica infatti con maggiore attenzione al corpo dell’altro, perché si cerca di cogliere ogni piccola sfumatura, d’afferrare ogni reazione ai nostri gesti.
    
    Quando lei non ce la fece più a resistere alla sua lingua lui le salì di sopra, per poi infilare il suo formoso cazzo dentro quella odorosa e pelosissima fica imbevuta sborrando dentro da lei. Quell’inedita situazione era stata però troppo frizzante per trattenersi, per il fatto che tutti e due si ritrovarono stupiti dalla dolcezza provata nel farsi le coccole, come se anziché non essersi mai visti fossero stati amanti da una vita. Lei si ritrovò stupita una volta già vestita, nel sentire il suo cazzo nuovamente duro come il marmo. Fu così, che decise di buttare nuovamente all’aria i vestiti e provò ad agguantare nella bocca quel cazzo che nel buio le sembrava perfetto, ma non lo fece per molto. La dolcezza di pochi minuti prima fu drasticamente sopraffatta da una voglia di sesso sfrenato, lui si sincerò con le dita che fosse nuovamente bagnata, cosa che a lei sembrava riuscire con una naturalezza disarmante, giacché iniziò subito a penetrarla con forza. Sotto i suoi colpi possenti la sua stretta fica sembrava doversi squarciare, si girò per farsi prendere anche da dietro stringendo forte con le mani il poggiatesta del letto che iniziò a oscillare sbattendo contro il muro. Si girò nuovamente per cercare con tutta sé stessa quel cazzo, mentre le sue braccia cercavano di bloccare i forti rumori del letto, che sbatteva contro le pareti murarie come nella più classica delle commedie all’italiana.
    
    Questa volta il suo seme non voleva sapere d’uscire e fu così che lui poté continuare a prenderla con decisione, fino a quando lei stremata gli disse basta. Terminarono scegliendo che il divertimento e lo svago dovevano chiudersi e cessare com’era incominciato, perciò rinunciarono e abbandonarono in sequenza rigorosamente nel buio quella stanza, che in maniera indiscussa aveva sancito la più incredibile e mirabolante delle fantasie da entrambi mai vissuta.
    
    Fintanto che tornava verso casa, lui ancora carico d’emozione voltò lo sguardo verso il cielo, giacché gli sembrò tra l’altro d’assistere che quella luna piena che lo stava accompagnando e affiancando, gli stesse strizzando l’occhio sorridendo e trasgredendo.
    
    {Idraulico anno 1999} 
«1234»