1. Agosto lavorativo


    Data: 17/10/2020, Categorie: Etero Autore: amicopersonale2017, Fonte: Annunci69

    Ciao a tutti, la storia che leggerete, è una storia vera, ritoccata in alcuni particolari per garantire la privacy dei protagonisti, uno sono io.
    
    L'estate è nel suo apice, il caldo soffocante non molla, tranne qualche sporadico acquazzone che non porta comunque molto refrigerio. La città è semideserta, la piazza del paese sembra un luogo fantasma con pochi individui che circolano per le commissioni strettamente indispensabili. La maggior parte delle persone è nelle località di villeggiatura, quelle rimaste in città si riparano dal caldo rimanendo nelle loro case, anche i tavoli dei bar sono semideserti.
    
    Io pure sono in vacanza, ma un problema di lavoro mi costringe ad interrompere il mio soggiorno nella località balneare e rientrare per un giorno in ufficio.
    
    Parto il mattino prestissimo, fuori è ancora buio, preferisco così per non trovare traffico e percorrere il tragitto prima che i raggi del sole riducano la mia auto in un forno crematorio.
    
    L'abbigliamento che indosso non è il consueto abbigliamento da ufficio, ma non mi faccio tanti problemi, so che sarò solo, che non avrò visite di clienti e fornitori, quindi preferisco la massima liberta con un paio di shorts, una t-shirt e infradito.
    
    Il viaggio è piacevole, mi godo anche l'alba, sembra quasi di andare in villeggiatura ma l'auto marcia in senso contrario, verso la città.
    
    Mai trovai così facilmente parcheggio, pensai tra me e me: "Andare al lavoro così , è quasi un piacere ".
    
    Salgo le scale, provo ad aprire la porta d'ingresso dell'ufficio ma la chiave ha un impedimento, riprovo, ruoto la chiave destra e sinistra ma non entra. Dall'interno sento una voce femminile che urla: "Chi è???" Io rispondo con nome e cognome aggiungendo che lavoravo in quel ufficio. La porta si apre; mi appare di fronte una donna sulla 40ina, dalla divisa che indossa capisco subito che si tratta di una dipendente dell'impresa di pulizie.
    
    Lei si scusa subito, dicendomi che era stata informata della chiusura dell'ufficio e che poteva gestirsi l'orario a piacere, aggiunge: "Ho optato per il mattino per trovare più fresco", e termina la sua giustificazione abbassando lo sguardo e dicendo "... ma qui è caldo ugualmente "
    
    In effetti l'ultimo giorno di lavoro per ordine dei superiori era stato spento l'impianto di condizionamento.
    
    La tranquillizzo dicendo che non c'è problema, che la mia presenza è dovuta ad una emergenza e che mi sarei trattenuto in ufficio il tempo minimo necessario.
    
    Discutendo sul da farsi, ci organizziamo per non intralciare o disturbare il lavoro di entrambi.
    
    Io mi siedo alla mia postazione, accendo il PC e Lei nel frattempo prende la scala e la posiziona vicino alle finestre.
    
    Poi si ferma si avvicina alla mia scrivania e con voce quasi imbarazzata chiede di poter assentarsi per 15min. Io annuisco aggiungendo che può sentirsi libera di fare come le va meglio. La sua richiesta è motivata per poter andare a casa a cambiarsi, non sapendo della calura all'interno ...
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