1. Non vengo a letto con te, ma tu continua a chiedermelo


    Data: 17/10/2020, Categorie: Lesbo Autore: Honeymark, Fonte: Annunci69

    ... cazzo, avrebbero scopato alla grande.
    
    Ma ce l’avevo io…!
    
    - Debora, – dissi. – Sdràiati sul letto pancia in su.
    
    Lei strinse ancora un po’ Rita e poi accettò l’invito, predisponendosi sul letto con le gambe aperte. Aveva capito cosa volevo fare e mi mostrò una figa spudorata ma elegante. Rita rimase affascinata dalla vista della figa forse più di me e mi precedette, mettendosi al contrario di Debora. Pronta per fare il 69 tra donna e donna.
    
    In quella maniera però, non c’era nulla alla portata del mio cazzo e rimasi perplesso. Sì, la situazione mi piaceva, ma io ero qualcosa di più, qualcosa di troppo.
    
    Decisi di non forzare la mano e le lasciai giocare senza far capire che io mi sentivo tagliato fuori. Le guardavo giocare e le invidiavo per molti versi.
    
    Devo dire che erano una bella visione, ma pian piano l’uccello si mise in posizione di riposo. Rimasi così per tutto il tempo, godendomi solo del fatto che le due si stavano proprio divertendo. Non solo, riuscirono anche a venire insieme, le troie, in contemporanea. E che orgasmo! Gridavano, senza per questo smettere l’attività orale, anche se frammentata.
    
    Quando si placarono si misero di lato, una pancia in su e una pancia in giù.
    
    Pensando che fosse giunto il mio momento, lo feci rizzare e mi portai sul letto, in mezzo alle due. Accarezzai prima una e poi l’altra per vedere quale mi desiderasse di più.
    
    - Non adesso, – disse Rita.
    
    - Aspetta, – aggiunse Debora. – Siamo spompate.
    
    Restai lì in mezzo come un salame, rendendomi conto di essere ancora di troppo. E allora dopo un po’ mi alzai e mi rivestii. Andai in salotto, mentre sentivo che le due erano andate in bagno e pian piano si erano vestite. Poi mi raggiunsero e si sedettero sul divano, come per dirmi che erano pronte per essere riportate a casa.
    
    Ci alzammo e le accompagnai a casa.
    
    Prima accompagnai Debora, sperando che Rita avrebbe mantenuto la parola: «Se ci sta, potrai fare di me quello che vorrai».
    
    Quando Debora scese dall’auto, venne a darmi un bacio.
    
    - È stata una bellissima serata. – Disse soddisfatta strizzando l’occhiolino. – E tu non smettere mai di chiedermelo.
    
    Ma appena arrivati a casa di Rita, lei saltò fuori dalla macchina. Venne anche lei a darmi un bacio al finestrino e mi salutò allontanandosi saltellando felice e beata.
    
    Cosa volete, ci sono dei giorni che le cose vanno così. Il mio finesettimana era destinato a passare senza sesso. Beh, parzialmente senza sesso, perché il loro ricordo continuava a frullarmi per la testa. E per il cazzo.
    
    Ma non sarebbe andata proprio così...
    
    (La seconda parte tra una settimana). 
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