1. Ad un pelo così


    Data: 17/10/2020, Categorie: Etero Autore: Lerry, Fonte: EroticiRacconti

    Mia nonna si è sposata ad agosto, nel giorno del suo sessantacinquesimo compleanno, con l'uomo con cui condivide la vita da trentanni, ovvero da poco dopo che mio nonno biologico, il padre di mamma, morì in un tragico incidente stradale. Doppia festa, quindi, che abbiamo celebrato in un agriturismo dalle parti di Grosseto, terra natia del novello sposo, che è coincisa, propiziandola invero, col giorno più sconcertata della mia relativamente breve esistenza. Sarà un resoconto piuttosto sintetico, quel che segue, perché ritengo che la distanza dall'accaduto non sia ancora sufficiente per concedersi edonistici e narcisistici abbandoni ai piaceri dei dettagli e ad una prosa indugiante e riflessiva. Fatti nudi e crudi, dunque, così come li ho appuntati nel diario.
    
    Dopo il buffet, consumato nella parte più ombrosa di un giardino ampio come un campo da calcio, prendo posto al tavolo assegnatomi - quello dei "giovani", come mi aveva preannunciato nonna - capitando vicino alla figlia di un cugino di nonno Filippo, una ragazza di 24-25 anni ben carrozzata che avrò visto sì e no un paio di volte in vita mia e la cui vicinanza chiaramente mi tiene ad un livello di imbarazzo costante. A tavola c’è un bel clima allegro e goliardico, favorito dal vino che scorre a fiumi, e la mia procace vicina è decisamente su di giri. Parecchio su di giri. ‘Nsomma, per non portarla alle lunghe, ad un tratto, durante uno dei canti e brindisi che intervallano le portate, sento la sua mano poggiarsi sulla patta, slacciarmi il bottone e tirare giù la lampo dei miei calzoni di lino. Lei fa finta di niente, un po’ canta, un po’ parla col fidanzato accanto - cioè, in realtà l'ha presentato come un amico, non proprio il ragazzo, ma ad ogni modo sono venuti insieme ad una rimpatriata famigliare nonché a un matrimonio - sempre, comunque, tenendo il mio cazzo nel pugno, che intanto è cresciuto notevolmente, indurendosi come un pezzo di pane raffermo. Comincia allora a menarmelo lentamente, ma con decisione, tirando giù la pelle al massimo, tenendo il polso fermo e muovendo solo la mano, fin quando non avverte la vena centrale ingrossarsi in prossimità dell’orgasmo. Io, rosso in faccia, tengo lo sguardo calato nel piatto, come se un magnete incorporato nel calamaro alla brace calamitasse le mie pupille, incapace di guardare lei o chiunque altro né, tantomeno, forchetta e coltello a mezz’aria, riesco ad attaccare il cefalopode, che ghermisce il mio olfatto con i suoi vapori da barbecue. Qualche istante prima che godessi, con nonchalance mi ricopre l’uccello col tovagliolo che ha sulle gambe, raccogliendovi tutta la mia venuta, il tutto continuando a cantare e a parlare. Riesco a sfangarla agli occhi degli altri, fingendo di raccattare qualcosa sa terra, così da nascondere gli effetti dell’orgasmo che mi ha devastato e rinfoderare il membro bagnato.
    
    Dopo i dolci, la torta, gli alcolici ecc., oramai passata la mezzanotte, tutti gli invitati si lanciano nei balli, l’orchestra ci dà ...
«1234»