1. Oltre il lavoro – Pt. 6


    Data: 16/10/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Gda476, Fonte: EroticiRacconti

    ... Sarai sempre con il cazzo duro a vederla!”
    
    “Più o meno, tranne quando mi fa incazzare.” Rispose lui iniziando a palparle un seno.
    
    “Neanche il primo test e già ti fa incazzare?” chiese il secondo ospite ridendo.
    
    “Già, abbiamo già avuto la prima punizione, ma sembra aver capito, vero cagnetta?” rispose lui strizzandole un capezzolo e tirandole uno schiaffo sempre sullo stesso seno.
    
    “Si Signore” disse Emma con un filo di voce, cercando di rimanere impassibile, nonostante l’eccitazione fosse alle stelle.
    
    “UUUhh sono curioso di vederla mentre viene punita!”
    
    “Vacci piano Enrico, siamo agli inizi e voglio insegnarle bene il lavoro. Te l’ho detto, non è ancora la mia schiava.” disse Claudio continuando a torturarle il capezzolo.
    
    Emma nel frattempo cercava di non pensare al dolore al capezzolo e cercava di rimanere immobile. Respirava appena. Essere li tra tre uomini che parlavano di lei come se lei non ci fosse era allo stesso tempo umiliante e dannatamente eccitante. Iniziò a sentire i suoi umori scenderle tra le labbra. Data la posizione, se avesse continuato così avrebbe allagato il pavimento pensò.
    
    “Bene, abbiamo i bicchieri vuoti. Versaci il vino cagna” disse il suo Padrone dandole una pacca sul culo.
    
    “Subito Signore” rispose prontamente Emma, mettendosi di nuovo a quattro zampe per avvicinarsi al tavolino. Prese la bottiglia e riempì i tre calici, dopodiché li porse uno a uno ai tre uomini, iniziando dal suo Padrone. Quando finì si rimise in posizione di fianco a lui.
    
    Lui le mise una mano tra le gambe e tastò la sua figa piena di umori.
    
    “Mmh.. vedete, proprio una brava cagna” disse tirando via le dita e facendo vedere quanto fossero bagnate ai suoi amici che guardarono molto soddisfatti. Si alzò e leccandosi le dita si avvicinò ad un mobiletto dietro al divano.
    
    “Dunque, abbiamo bisogno di un posto dove tenere la bottiglia non vi pare?”
    
    “Ah beh certo!”- “Per forza! Questo tavolino non andrà mica bene!” risposero i due amici.
    
    Prese un vassoio, poi andò alla scrivania e prese altre cose che Emma non vide. Aveva capito che il tavolino sarebbe stata lei, ma si chiedeva che altro fosse andato a prendere.
    
    Lui tornò e lei vide gli altri oggetti che aveva preso.
    
    Il vibratore dell’altra volta e quello che sembrava un frustino a nove code ma con il manico molto corto, come il palmo di una mano.
    
    “A quattro zampe forza” le disse lui.
    
    Subito Emma eseguì l’ordine, mostrando il sedere agli ospiti del suo padrone e vergognandosi ancora di più.
    
    “Abbiamo detto che sei una cagna, no? Hai il collare, ma ti manca una cosa” disse lui appoggiando sulla poltrona il vassoio e il vibratore.
    
    “Ah ah.. certo che le manca!” disse divertito Enrico.
    
    “Vai Claudio, così poi è perfetta!” incalzò l’altro divertito.
    
    Emma non capiva cosa potesse mancarle e perché le servisse il frustino, ma quando lui iniziò a strusciare il manico contro la sua vagina capì che per che cosa voleva usarlo.
    
    Lo fece entrare un paio di ...
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