1. Sottomessa in uno splendido pomeriggio


    Data: 13/10/2020, Categorie: Trans Autore: culettosodo, Fonte: Annunci69

    SOTTOMESSA IN UNO SPLENDIDO POMERIGGIO
    
    La prima volta che Steven mi aveva scritto, aveva indicato il suo numero di telefono, segno che riponeva grande fiducia nella mia serietà ma anche che aveva una gran voglia di me e del mio culetto, che compare impertinente e voglioso in molte delle foto sul mio profilo: non voleva perdere tempo, voleva la mia carne e, da bravo diavoletto, anche la mia anima.
    
    Data la stagione fredda decido di rinunciare al carsex, che pure mi piace e mi eccita moltissimo; ci diamo appuntamento al Motel sulla superstrada per Como, nell’ora pomeridiana in cui iniziano le grandi code del rientro.
    
    Attendo il suo arrivo un po’ tesa, appoggiata alla parete, con il culo nudo e sporgente ed un sorriso convinto dietro il biondo intenso della parrucca; una parrucca di qualità, raccolta sul retro con un lunga molletta intarsiata per mostrare, con femminea civetteria, gli orecchini luminosi e ricchi di riflessi. La porta è socchiusa, lui entra timidamente e vede subito i miei quasi due metri di troiona, tacchi compresi; abbandona in fretta la timidezza e lascia cadere gli abiti sullo schienale della poltrona. Il suo corpo tonico, le braccia e le cosce potenti mi dicono che sarà un bel pomeriggio, lo sento.
    
    Seduta sulla poltrona, gli slaccio maliziosa la cintura e mentre gli apro la cerniera dei pantaloni sento un intenso, delizioso profumo di cazzo: che bello non sentire l’odore di detergente del discount alla vaniglia, come a volte purtroppo succede! Lo guardo dal basso in alto sorridendo, chino la testa e comincio a succhiare il suo cazzo devotamente, alternando le lunghe succhiate ad occhi chiusi con passate lente della punta della lingua sulle sue palle già gonfie, sulla cappella violacea, sulle cosce marmoree e giù giù fino ai piedi, una delle mie passioni.
    
    Mi tiene la testa con una mano mentre succhio avidamente il suo obelisco; mi accorgo che lui mi guarda nello specchio per controllare il mio impegno e la mia dedizione, potremmo dire il mio livello di “troiaggine”.
    
    A questo punto mi ordina di mettermi a quattro zampe su di un divanetto in finta pelle nera, di fronte al grande specchio dalla cornice dorata che troneggia nella camera, testimone di innumerevoli e mitiche scopate. Io fingo di non capire le sue richieste e lo guardo con aria di sufficienza, come a dirgli che non sono la sua schiava, che mi deve convincere se vuole impormi qualcosa ed allora lui mi assesta una tremenda sberla sul culo nudo, accompagnando il veloce gesto con un “obbedisci, troia!”.
    
    E’ proprio quello che cercavo, quello che aspettavo con ansia da quando ci siamo scritti la prima volta: lo guardo con apparente disprezzo, mentre provo un dolore intenso misto a piacere; lo sfido a darmene un’altra se ne ha il coraggio, ma è proprio quello che voglio, quello che bramo per sentirmi domata, sottomessa, ridotta ad una puttanella. Lui lo capisce bene, fa due passi per posizionarsi dietro a me che sono accovacciata sul divanetto, finchè non ...
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