1. Degenerazioni scapestrate


    Data: 08/10/2020, Categorie: Sensazioni Sesso di Gruppo Autore: Idraulico1999, Fonte: RaccontiMilu

    Certe volte crediamo e pensiamo in cuor nostro che le vicende della vita scorrano come più ci aggrada, riversando in definitiva con il pensiero negli altri nostri simili le nostre abituali aspettative, le nostre rituali previsioni e le nostre tradizionali proiezioni, sebbene queste ultime, talvolta, nelle loro inattese azioni ci scardinano i principi ai quali siamo interiormente ancorati, eppure quasi sempre non è mai come crediamo. Tutto, nacque, in seguito si sviluppò a dovere allorquando Federico m’aveva apertamente confessato di ritenersi a periodi bisessuale, giacché la grandiosa idea di poter fare sesso con due maschi era diventata per lui un’autentica quanto bizzarra e credibile ossessione. Al solo pensiero, infatti, di quell’atto empio, scellerato e a tratti grossolano e triviale, io percepivo un ardente tremolio da dentro che si scatenava irradiandosi per tutto il corpo, in verità un palpito spontaneo m’assaliva infradiciandomi irreparabilmente, giacché non riuscivo a pensare ad altro. Tutto in verità è iniziato quando lui m’ha regalato quelle adorabili bilie vaginali, forse lievemente per puro scherno, o probabilmente per farmi sperimentare inconsuete e inedite impressioni. Io l’ho sentitamente ringraziato con un bacio sulle labbra, il primo, in verità dopo nove anni d’affiatamento e d’amicizia. In quell’occasione abbiamo cenato nella sua abitazione, pe la circostanza cuoceva lui le pietanze e la situazione era colma d’un possente erotismo, peraltro ben avvedutamente amministrato e saggiamente occultato fin da troppo tempo. Potevamo dialogare di tutto, insieme, perché le nostre anime erano disadorne ed essenziali, senza veli né tabù, in assenza di barriere, di confini, di fisime e di preconcetti. Quella sera, invero, abbiamo stabilito d’ammirare un cortometraggio porno in bianco e nero d’altri tempi, i cosiddetti ‘vintage’, giacché lo eseguivamo di sovente, eppure ci contenevamo contemplando soltanto le carnali e libidinose scene senza giammai toccarci o baciarci, nondimeno ognuno ammaliato e rapito nelle proprie personali e lascive fantasie senza condividerle in nessun caso. Quella sera invece non siamo riusciti a trattenerci, ci siamo abbandonati scatenandoci, perché lo volevamo fortemente entrambi. Non c’è stato niente d’idillico né di quieto né sdolcinato, soltanto poderoso, puro e maschio sesso. Ha iniziato toccandomi le mani e il suo modo di sfiorarle con gradevolezza, ma al tempo stesso con frenesia e impazienza, m’ha fatto comprendere quant’eravamo rassomiglianti altresì nel sesso, nel modo completo di viverlo, di goderlo e d’appagarlo. La sua mano è poi approdata sul mio seno, ha cominciato a tastarmi i capezzoli, dapprincipio gentilmente, in seguito costantemente in modo più energico, arrivando fino al centro di me stessa dove finora non gli era stato concesso. Io ero smisuratamente fradicia, il suo tocco assieme al modo di dislocare le dita sia dentro quanto fuori, non faceva altro che accrescere la mia voglia facendomi ...
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