1. 2 Piccioni con..


    Data: 06/10/2020, Categorie: Autoerotismo Etero Sesso di Gruppo Autore: nellanottebuia, Fonte: RaccontiMilu

    ... filo trasparente di liquido scendeva lento dal palmo delle sue mani fino a toccare terra, mentre lei cominciava a masturbarmi, fissandomi con aria di sfida. Girai la testa, e vidi Maura mentre violentemente affondava tre dita nella sua vagina bagnata, fissando la scena con gli occhi della lussuria. “Perché non mi succhi i capezzoli, invece di guardare lei?” intimò Annalisa. Per certi aspetti, sembrava quasi una competizione tra le due, ma la cosa non mi importava più di tanto. La mia lingua vibrava di piacere nell’accarezzare i suoi capezzoli turgidi, mentre il movimento della sua mano accelerava compulsivamente..
    
    Mi staccai da lei, non volevo che tutto fnisse così presto, senza aver ricevuto qualcosa anche da Maura. Lei si era seduta su uno scalino di un portone, e continuava gemendo il suo ditalino, strusciando i piedi sul selciato, in preda ad un enorme piacere sessuale. Potevo darle di più. Avvicinai il mio cazzo bagnato alla sua faccia, e lei lo osservava, senza dire una parola, mentre continuava a provocarsi piacere. Cominciai a strusciarglielo sulla bocca e sul viso, mentre lei con gli occhi chiusi respirava sempre più affannosamente e muoveva la testa per sentire il calore di quel bastone lubrificato. Le misi la mano dietro la nuca, e lei lo prese in bocca, senza interrompere il suo sontuoso autoerotismo. La sua lingua circumnavigò un paio di volte il mare di saliva e liquido intorno alla punta del mio pene, prima di lasciare spazio alle profondità della gola. La sua inesperienza era eccitante, come la sua timidezza, trafitta dalla spada dell’alcol e della lussuria. Gemeva di piacere mentre le sue labbra si spostavano su e giù per il tronco del mio cazzo, più in tiro che mai.
    
    Improvvisamente, sentii i duri capezzoli di Annalisa dietro le spalle, insieme alla sua mano che scendeva lungo la mia pancia per poi aprirsi, tra il medio e l’anulare, alla base del mio uccello. “Duri tanto per essere un ragazzino, eh?” mi sussurrò all’orecchio con voce tremolante. Mi prese la mano e la portò dietro la mia schiena, nei suoi leggins bagnati. “Fammi un ditalino, fammi venire, altrimenti te lo stacco a morsi e me lo riporto a casa”. Riuscii solo a sussurrare un “ai suoi ordini”, prima di affondare indice, medio ed anulare, attraverso la sua foresta, nella sua fica bollente e perfettamente lubrificata. Un brivido le percorse tutto il corpo, mentre le mie dita instancabili pretendevano di essere ciò che nel frattempo Maura succhiava con fervore.
    
    Maura venne per prima, e smise di muoversi, gemendo con il mio cazzo ancora in bocca. Poi continuò a massaggiarsi la vagina e a leccarmi la cappella come se ne volesse ancora. Annalisa accennò una risatina, prima di allungare la mano e stringere con forza il mio pisello. Riprese ciò che prima aveva lasciato in sospeso, mentre la punta del mio cazzo era ancora tra le labbra di Maura. La mia mano si bagnava sempre di più e non avrei potuto resistere ancora. Penetrando la bocca di Maura, con l’ausilio della ...