1. D’ora in poi…


    Data: 01/10/2020, Categorie: Cuckold Etero Autore: esperia, Fonte: RaccontiMilu

    Il mio amico Giovanni era depresso e aveva manifestato tendenze suicide. Decisi quindi di invitarlo a casa mia, nella mia villetta in Brianza, al nord di Milano, per cercare di tirarlo un po’ su o almeno di controllarlo da vicino. Confidavo che la calma, la vita bucolica, il paesaggio, la vicinanza agli innumerevoli laghetti lombardi potesse rasserenargli l’animo. Lo speravo proprio.
    
    Giovanni era quasi un fratello, per me. Anzi, più di un fratello. Eravamo cresciuti insieme in quel paese in provincia di Reggio Emilia, tra salumi, formaggi, motorini e capriole nei fienili in compagnia di ragazze compiacenti.
    
    Poi io avevo trovato lavoro a Milano, dove m’ero trasferito e dove avevo conosciuto Miriam, che avrei finito con lo sposare quasi cinque anni fa.
    
    Miriam &egrave bellissima, davvero uno schianto: bionda, formosa, occhi verdi e sorriso smagliante. In più &egrave dotata di una personalità magnetica ed spumeggiante. Alle volte &egrave fin troppo amichevole, al punto che un paio di volte qualcuno mi aveva riportato voci che sostenevano che mi tradisse con questo o con quello, ma ero giunto alla conclusione che si trattasse solo di malevoli pettegolezzi. In realtà, io e lei eravamo inseparabili.
    
    Anche Giovanni era un gran figo. Alto quasi uno e novanta, forte come un toro, tutto muscoli e neanche un filo di grasso. Aveva profondi occhi grigi e un’aria ingenua da bambino smarrito. Era l’uomo più buono e leale che avessi mai conosciuto. Era diventato infermiere per vocazione e il suo desiderio di aiutare gli altri, oltre alla sua profondissima fede religiosa, l’avevano spinto in una qualche missione in Africa (credo in Ghana, ma non ne sono ben sicuro) dove per un paio d’anni aveva prestato servizio volontario in un ospedale sperduto nelle pianure sub-sahariane. Ne era tornato da poco, in crisi esistenziale.
    
    Stava a casa mia da quasi una settimana quando tutto andò a rotoli. L’avevo sistemato in una dependance della mia villetta: una costruzione indipendente, usata da precedenti proprietari come capanno per gli attrezzi e che noi avevamo trasformato in una unità abitativa, con tanto di cucina a vista, sala, camera da letto e bagno. Ideale per un single o per una coppia.
    
    Giovanni pareva star meglio da noi, passava la giornata a leggere o andava a passeggiare o a pescare e sembrava rasserenato. Avevo notato però che l’Africa gli aveva sviluppato il gusto per l’alcool, soprattutto per il whisky, che consumava in modo irrefrenabile, anche una bottiglia per sera, al punto che avevo dovuto farne scorta comprando il mio solito Jameson a casse.
    
    La cosa però pareva non infastidire Miriam, di solito invece abbastanza intollerante con i miei amici, che al contrario pareva aver sviluppato una profonda simpatia nei suoi confronti.
    
    Quella sera io mi coricai presto perché l’indomani avrei dovuto essere in ufficio prima delle otto per accogliere un cliente che sarebbe atterrato a Linate prestissimo. Miriam e Giovanni rimasero in sala per ...
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