1. L’incontro con la Musa (fetish)


    Data: 22/09/2020, Categorie: Autoerotismo Cuckold Dominazione / BDSM Autore: Contessa, Fonte: RaccontiMilu

    Non mi era mai successo prima d’ora, le mie labbra sono ancora bagnate della mia stessa bava ed ora che mi guardo allo specchio, mi sento peggio. Ho sete, una sete implacabile ma l’acqua sarebbe inutile per appagare questo bisogno, non so nemmeno io cosa mi sta succedendo eppure quella visione non riesce a quietare la mia mente. Faccio quattro passi dirigendomi in salotto per sprofondare nella vecchia poltrona di velluto verde, inclino la testa da un lato per massaggiarmi la fronte e poi in un attimo mi trovo con gli occhi chiusi per rivivere la scena che mi aveva fatto tremare il cuore.
    
    Dopo una settimana di vacanza in Sicilia, sceso dal treno, mi ero diretto quasi di corsa a casa, un monolocale situato nel pittoresco condominio in Via dei Gigli. Il mio sogno inizia proprio in quella stradina. I miei occhi, non so per quale motivo, si erano impuntati a fissare a terra, miravano il cemento grigio fino a che una punta laccata di rosso, aveva schiacciato via quella monocromatica monotonia regalando un guizzo di vitalità al panorama che mi si prospettava davanti. A pochi metri da quella figura tentatrice, riuscivo a distinguere perfettamente le linee delle falangi che prepotentemente si distanziavano dalla lucida e stretta tomaia, nascondendo così le unghie. Le pupille curiose si erano arrampicate a quella pelle diafana e per ogni centimetro percorso, l’aria veniva a mancare facendomi boccheggiare come un pesce fuor d’acqua. Durante quel percorso di piacere, cadevo in ogni giuntura, scoprendo particolari che prima di allora mai avevano attratto la mia sessualità. Il collo alto del piede mi parlava di lei, più dei suoi occhi, stuzzicavano la mia fantasia e la voglia di conoscere quella ninfa venuta apposta per dannare i miei giorni. La posizione delle sue gambe fasciate da dei fuseaux neri, mostravano la tensione dei nervi accumulata nel malleolo laterale che sporgeva dalla stoffa elasticizzata, esse erano drittissime esaltate dal tacco a spillo leggermente usurato. I polpacci accennati erano una montagna russa che conducevano al viale del suo culo perfetto che di sicuro aveva un’entrata accogliente. All’improvviso lei si gira e finalmente riuscivo a guardarla in viso, per la prima volta mi accorsi di non essere degno di vivere in questo mondo e condividere l’ossigeno con quest’essere femmineo di tale bellezza. Tornai a fissare a terra ma in quel breve istante ero riuscito a memorizzare i suoi divini tratti, i suoi occhi azzurri soprattutto. I capelli lunghi le accarezzavano i seni stretti in una canotta in pizzo bianco e le sopracciglia ad ali di gabbiano, scurissime, donavano al suo faccino ovale un’aurea di fascino tenebroso, le labbra invece erano irregolari, più grandi sopra e sottili sotto, carnose e dipinte di vermiglio. A quel punto mi feci coraggio, dopotutto non potevo restare lì impalato a contemplarla, quindi strinsi i pugni e mi allungai a passo svelto nel grande ingresso con le pavimentazioni di marmo, per prendere l’ascensore, lì, ...
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