1. Dietro a quel velo


    Data: 13/08/2020, Categorie: Autoerotismo Sensazioni Autore: eos76, Fonte: RaccontiMilu

    Perfetto. Sembrava lo sapessi. Anche stasera il termometro segna 38.2. Magnifico.
    
    Un’altra splendida serata in solitaria compagnia di Tachipirina e plaid. Ed &egrave la quarta di fila.
    
    Non sono mai stata una che si ammala facilmente, o con una ripresa lenta. Invece stavolta il mio corpo mi sta castigando di brutto. Evidentemente avrei dovuto calcolare che tre ore e mezza immersa nella bruma mattutina di metà settembre, con addosso solo una stretta maglietta di cotone e degli short, aspettando chi poi di fatto non s’&egrave presentato, sarebbero state decisamente fatali.
    
    Tanto vale rassegnarmi.
    
    Riempio il bollitore e lo accendo. Chissà che la tisana arancia e cannella mi dia un po’ di calore almeno fisicamente.
    
    Mentre aspetto che l’acqua bolla, faccio il giro della casa e chiudo le finestre. Il silenzio surreale che regna in ogni stanza mi mette vagamente a disagio. Mio figlio &egrave da suo padre e non tornerà prima di domani sera.
    
    Penso che si, insomma, quella &egrave casa mia, dovrei sentirmi per lo meno coccolata dalla familiarità di mobili e disordine variamente disposti; invece un leggero pizzicore mi si diffonde dalla nuca alle spalle.
    
    La camera di mio figlio &egrave, come al solito il regno incontrastato del caos. Le MIE scarpe col tacco ai piedi del letto, il MIO abito lungo tutto appallottolato sopra il cuscino, la stampante del pc ancora accesa’ tutto così. Tutto sempre così.
    
    Sospiro, spengo la luce e chiudo la porta.
    
    Afferro il cardigan sintetico che lascio sempre a portata di mano, per i casi come questi e mi accoccolo nell’angolo del divano con le gambe raccolte e gli occhi chiusi.
    
    Sento le tempie pulsare e la fronte madida di sudore. Il resto del corpo però mi rimanda un pungente senso di freddo gelido.
    
    Mi abbraccio forte e inconsapevolmente lascio che la mia mente inizi i suoi consueti voli pindarici.
    
    E lui &egrave sempre l’immagine più vivida. Lui ha sempre lo stesso bellissimo sguardo che l’assenza non riesce a scolorire, gli stessi occhi di quell’indefinito colore tra il verde e il blu che mettono a soggezione chiunque li fissi, le stesse mani curate ed eleganti, la stessa sensuale curva dei fianchi, la stessa pelle calda dall’odore che conosco a memoria, la stessa voce calda in grado di farmi rabbrividire di piaceri sottili e prementi’
    
    Un vago tremore mi contrae la mascella. Cerco di scacciare quel ricordo’ No, adesso non &egrave proprio il caso; non stasera almeno.
    
    Ma lui insiste, non se ne vuole andare.
    
    E mi riabbraccia, forte, come la prima volta in cui gli sono corsa incontro, forse incredula che colui che finora era stato confinato nella mia mente, esista davvero.
    
    Le sue mani percorrono ancora le mie cosce, mentre sto seduta respirando a fatica accanto a lui in macchina. Le sue dita delicate sfilano di nuovo il mio corto vestito in lana e slacciano in un unico gesto il gancetto del reggiseno, mentre la sua bocca si appoggia soave al mio capezzolo, baciandolo e stringendolo ...
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