1. 11 – La Casa


    Data: 11/08/2020, Categorie: Autoerotismo Autore: claudiaeffe, Fonte: RaccontiMilu

    ... non c’è nessun problema. Lo vede da sola: una casa come questa necessità di un’attenzione continua. Siamo stati in grado di dargliene fino a poco fa, quando le nostre abitudini ci portavano a venire qui ogni fine settimana. Ma adesso i nostri figli sono grandi, non hanno piacere di passare il sabato e la domenica con i genitori, e inevitabilmente siamo venuti molto meno. Però ci tengo che la casa sia abitata e accudita da qualcuno. Non voglio speculare su di lei”.
    
    Con un braccio descrisse un movimento circolare a indicare tutto quello che le circondava.
    
    “Vede anche qui: il prato avrebbe bisogno di essere tagliato, gli alberi di essere. Ci sono mille lavori da fare per mantenere una casa come questa, difficili da eseguire con continuità se si abita distante”.
    
    Percorsero ancora qualche metro in silenzio.
    
    “Poi è vero – ammise Barbara – che in questa casa sono capitati degli episodi che mi hanno lasciata un po’ amareggiata. Niente di grave, non è stato ucciso nessuno; non troverai dei fantasmi che vagano per casa. Dico solo che non ho più estremo piacere a venire qui”.
    
    Michela era un po’ perplessa. Cosa poteva essere successo di così grave che avesse indotto Barbara e suo marito a liberarsi di una casa così bella?
    
    Era molto curiosa ma non poteva chiederglielo direttamente.
    
    Arrivarono ad una radura.
    
    Barbara sorrise e indicò con la mano uno spiazzo tra gli alberi che sembrava essere disegnato con un compasso.
    
    “Questo – disse – per me e mia sorella quando eravamo bambine era un posto magico. Eravamo convinte, o meglio, facevamo finta di essere convinte, che questo fosse il punto di ritrovo per le creature del bosco durante la notte. Abbiamo passato giorni e giorni a giocare qui, fingendo di inseguire folletti e nani”.
    
    Guardò verso Michela e sorrise: “A dirla tutta, in età più adulta questo è stato proprio il posto in cui io ho conosciuto mio marito”.
    
    Il tono con cui Barbara aveva pronunciato la parola “conosciuto” non lasciava dubbi su quale dovesse essere la reale interpretazione del suo significato.
    
    Ore dopo, giaceva ancora nel letto senza riuscire a prendere sonno.
    
    Forse era la nuova casa, forse era il silenzio profondo a cui non era abituata, forse era semplicemente emozionata per la sua nuova situazione.
    
    Si alzò dal letto e prese una vestaglia.
    
    Scese al piano di sotto, con l’intenzione di prepararsi una tisana per conciliare il sonno. È vero che non aveva degli orari da rispettare, ma la casa era ancora tutta da sistemare e voleva fare molto il giorno successivo. Non aveva considerato un elemento: non aveva bustine di tisana in casa.
    
    Però era in campagna, probabilmente avrebbe trovato nei prati qualcosa di altrettanto valido.
    
    Le piaceva molto la menta, era abbastanza sicura di averne visto un cespuglio nel prato.
    
    Fuori la notte era splendida, le stelle brillavano e la luna illuminava quasi come fosse giorno.
    
    Le venne in mente la radura che aveva visto quel mattino con Barbara. Uscì di casa e, ...
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