1. Erika


    Data: 25/07/2020, Categorie: Autoerotismo Dominazione / BDSM Etero Autore: enigma_84, Fonte: RaccontiMilu

    ... tuo piacere. Getti la carta nella tazza. A meno che non si guardi con attenzione non si nota più nulla e questa sera la signora delle pulizie farà sparire tutto per bene. Ti giri, vuoi lavarti la mano, ti vedi riflessa nello specchio. Quasi qualcuno ti stesse guidando invece di aprire l’acqua porti il dito alle labbra, non stacchi gli occhi dal tuo riflesso e con fare voluttuoso succhi via tutta la sborra di uno sconosciuto dalla tua mano. Ti rendi conto che ti eccita tutto questo, le tua fica richiede nuovamente le tue attenzioni, sei già bagnata e pronta. Guardi l’ora, mancano 5 minuti alla fine della pausa, non puoi fare altro che sciacquarti le mani e tornare alla tua scrivania.
    
    Ti siedi ancora in subbuglio per tutto, la fica che richiede attenzioni e noti una cosa che prima non avevi visto, sulla tua tastiera un foglio di carta. In mezzo una parola sola BELLISSIMO.
    
    Il panico, chiunque abbia lasciato quel messaggio deve essere dell’ufficio, chiunque sia stato sa che eri tu. Temi di tutto, dal perde il lavoro, allo sputtanamento ufficiale al fatto che tuo marito lo scopra che forse sarebbe la cosa più umiliante.
    
    Conti i secondi che ti separano dalla ripresa delle attività lavorative. Iniziano a rientrare le tue colleghe, tutto normale, ti salutano. Una battuta sul fatto che hai di nuovo lavorato in pausa. Anche i tuoi due colleghi non sembrano diversi dal solito. Tutto normale. La tua agitazione non fa che aumentare.
    
    Ti butti sul lavoro, rispondi alle telefonate, accogli i clienti. Parli loro di villaggi vacanze, crociere, ma la tua mente è mille miglia da quell’ufficio. Solo la tua figa ogni tanto ti ricorda cosa è successo prima. Ti ricorda che è stato tutto reale e che, soprattutto, le si aspetta ancora un po’ di attenzioni!
    
    Sono quasi le quattro oramai ti sei rilassata, nessuno si è fatto aventi oppure ha fatto allusioni, forse è stato solo una coincidenza, forse è stato messo alla tua scrivania solo perché il tuo pc era l’unico acceso e chiunque, di certo un estraneo, abbia messo li il biglietto, non ha la più pallida idea di chi tu sia.
    
    Dopo neanche mezzo ara arriva il capo. Di solito entra e fila dritto verso l’acquario, il suo ufficio tutto vetri, senza neanche degnare di uno sguardo nessuno di voi. Oggi, invece, entra, si ferma, scorre tutto l’ufficio. Hai la sensazione però che su di te sia passato almeno due volte con lo sguardo, ma lasci correre, ti dai della paranoica. Come sempre fila dritto in ufficio senza un saluto.
    
    Dopo due minuti lo senti che ti chiama “Erika, venga nel mio ufficio.” “Certo che un per cortesia mica ti ammazza” pensi. Entri e lui, seduto alla scrivania mentre lavora al pc senza neppure guardarti in faccia, ti dice: “Mi porti i resoconti delle ****** ***** di questo semestre”. “Cazzo, stronzo ma sai quanto lavoro ci va? Non potevi chiederle prima, mica siamo qui per i tuoi porci comodi fannullone del cazzo” pensi, ma invece dici: “Per quando le servono? Sa è quasi l’ora di chiusura e oggi ...
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