1. Io, mio fratello e la sua ragazza


    Data: 26/06/2020, Categorie: Autoerotismo Etero Autore: suve, Fonte: RaccontiMilu

    E’ sabato pomeriggio e sono sola. I miei sono fuori, mio fratello &egrave uscito con la sua ragazza. Casa &egrave tutta per me.
    
    Adoro questi momenti di solitudine, in cui posso fare ciò che voglio senza che nessuno sia lì a giudicarmi o infastidirmi. Per carità, amo stare in compagnia ma in determinati momenti voglio essere sola e questo &egrave uno di quei momenti.
    
    Dovevo uscire col mio ragazzo ma un imprevisto ha posticipato l’orario di tre ore e io sono qui, illanguidita, bramosa di attenzioni. E’ ‘la voglia’ come la chiamo io, quel desiderio che mi prende ogni tanto e mi fa fremere tutta, che mi rende capace di qualsiasi cosa quando sono con lui, con sua grande felicità, ma che conosce un unico modo per placarsi: le mie dita.
    
    Lui scopa bene, quasi mai devo fingere però, quando sono così ‘arrapata’, solo con l’ausilio delle mie dita riesco a placarmi, a smettere di fare sesso, a raggiungere un orgasmo definitivo.
    
    Non lo so perché. Amo il cazzo in tutte le sue funzioni, però solo da me riesco a provare quelle sensazioni che spengono ‘la voglia’.
    
    Adesso sono distesa sul divano, completamente nuda, gli abiti gettati di lato. Apro le cosce e inizio a carezzarmi. C’&egrave tutto il tempo, posso fare con calma e mi sfioro il corpo come se le dita fossero piume. Le cosce, il loro interno, il ventre. Salgo su fino ai seni, il collo. Mi metto un dito in bocca e lo lecco per bagnarlo e poi lo porto sul capezzolo. Gli giro intorno, lo spingo, lo premo. L’altra mano &egrave sulla pelle del ventre. Ritardo il momento del contatto col mio sesso che già inizia a stillare la sua rugiada.
    
    Faccio sempre così, sentendo la pelle incendiarsi man mano che la sfioro. Mi strizzo un capezzolo e un gemito involontario mi esce flebile dalle labbra. Osservo il riflesso parzialmente distinto sul televisore della mia posa oscena. E’ il momento: scivolo sul ventre fino al bottoncino, lo tocco appena e una scarica elettrica mi attraversa il corpo. Mi lecco le labbra già riarse e scendo più giù con le dita facendole scivolare sulle labbra della micina che si schiudono come un fiore. Mi metto un dito dentro, poi due, cerco i punti che più piacere mi danno. L’altra mano &egrave ora sul bottoncino, lo carezza circolarmente e mi sento più umida, più calda. E’ una marea lenta che sale sotto il tocco sapiente dei miei polpastrelli, e voglio farla durare a lungo.
    
    Mi metto di lato, due dita della sinistra sempre dentro di me, l’indice della destra che sale fino alla lingua che lo lecca golosa, alla bocca che lo succhia per un istante prima di lasciarlo andare più giù, dietro, a tentare il buchino più intimo. Lo picchietto delicatamente, muovo il dito circolarmente e quando mi sento pronta spingo piano facendolo entrare. Le due dita davanti si piegano a uncino, mi toccano il punto nascosto e sussulto per il lampo di piacere che mi ha attraversato. Muovo le dita sincronizzandole tra loro, facendo in modo che si cerchino divise solo da una piccola membrana, ...
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