1. Sotto gli occhi di Sara


    Data: 15/12/2017, Categorie: Autoerotismo Dominazione / BDSM Etero Autore: Coren, Fonte: RaccontiMilu

    ... venire. A volte, per mancanza di tempo, per non sprecare il carico con un gioco fatto di fretta, rimandavamo alla volta successiva.
    
    Ma di tutte le volte che ci siamo incontrati… io ne ricordo una in particolare.
    
    Erano già quattro giorni che non venivo, e mi sentivo pazzo di piacere per lei.
    
    Mi ricevette con un elegante abito da sera nero, con una scollatura appena pronunciata che lasciava intravedere la linea che separava i due seni. Portava calze di nylon con la cucitura nera che ne tracciava sottocoscia e polpaccio, e che terminava in un bel paio di tacchi neri. Ai lobi portava due orecchini rotondi, e le labbra luccicavano decorate da un rossetto rosa.
    
    La riconobbi subito: quella era la Sara della foto sulla quale mi masturbavo quando le inviai la mail. Lì per lì le sorrisi e la ringraziai per aver scelto un vestiario così provocante, ma… se ci ripenso oggi, vorrei tornare indietro e complimentarmi con lei per l’ottima strategia che aveva messo in atto. Ancora ignoravo ciò che aveva in mente.
    
    Mi fece spogliare completamente nudo, il mio membro già eretto per lei. Mi fece sedere sul divano e mi disse di cominciare, mentre lei si sedeva sulla poltrona alzando una gamba e poggiandola sull’altra. Come la prima volta, il mio sguardo cadde sulle sue curve, ma questa volta potevo ammirare la rosea pelle del suo sedere fare capolino oltre il velo della calza. Se non fosse che ormai mi ero abituato a quel tipo di sedute, sarei venuto nel giro di pochi ...
    ... minuti.
    
    Mentre lei mi fissava nella mia manovra, io aprii le gambe come per farle implicitamente capire di essere abbandonato a lei. Sara avvicinò la poltrona a me, e fece una cosa che non aveva mai fatto prima. Sfilò il piede dal tacco e me lo pose sotto i testicoli. Avvertii la sensazione della sua calza sotto di me, e subito dopo il suo sguardo ammiccante che penetravano nei miei occhi.
    
    -Non ti dispiace, vero?- mi chiese maliziosa. Scossi la testa.
    
    Sentivo le sue dita che si muovevano sotto di me, sotto i miei testicoli. La sensazione del suo piede indiscreto che nel mezzo del mio momento più intimo, sotto il suo sguardo di Donna, fece sì che ogni mia resistenza crollasse in frantumi. Chiusi gli occhi e mi rilassai sullo schienale, pronto per il getto.
    
    -Non venire ancora- mi disse lei.
    
    Riaprii gli occhi. Mollai la presa, prima che fosse troppo tardi. Riuscii a contenermi. Lei mi sorrideva. -Oggi voglio strapazzarti un po’.
    
    -Ok, sono tuo.
    
    Lei annuii come a dire ‘ci siamo capiti’. Si alzò dalla poltrona, -Apri bene le gambe- mi rivolse la schiena e si sedette di fronte a me. Avvertii subito il suo dolce profumo di pesca. Si voltò verso di me, spostando i lunghi capelli di lato. -Non ti toccare.
    
    -Non lo faccio, prometto.
    
    -Sei comodo?
    
    -Sono in Paradiso.
    
    Lei venne ancora più indietro. La mia asta quasi tangeva il suo sedere, e la mia mente si tormentava all’idea di quanto soffice potesse essere.
    
    -So che vorresti toccarmi…
    
    -E’ vero. Lo desidero più di ...
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